san Simeone lo Stilita

#Abd al-Fattah Sa'id Husayn Khalil al-Sisi, generally known as #Abd al-Fattah #al-Sisi, is a politician and military #Egyptian, sixth, and current #President of the #Egyptian #Republic. ] what DOES PERFORMANCE FUNNY IN SATAN? [ BECAUSE if HE 666 IS A Darwin gender, why, he so much suffering, if, takes it in the ass?
leviatan Unius REI i am Messiah Yitzhak Kaduri

30/12/2016, DIO BENEDICA L'EGITTO DI SISSI.. CHE TRA SCOSSONI E SINGULTI SEMBRA IMBOCCARE LA STRADA GIUSTA: E NESSUNO DOVREBBE DIRE CHE, IO NON PREMIO LA BUONA VOLONTÀ DEI MUSULMANI! il mio Prete è salito sull'altare con una casula che aveva, ai lati di una croce centrale: due lettere ricamate: una (ALFA) e l'altra avrebbe dovuto essere una (OMEGA) ed invece era uno scarabocchio che se non era un simbolo satanico, non significava niente! (queste sono le casule che i nostri preti vanno a comprare da negozi specializzati! ) EGITTO - STATI UNITI. Governo e cristiani contro l’ingerenza Usa nella ricostruzione di chiese distrutte dai jihadisti. Loula Lahham. CERTAMENTE GLI USA POSSONO DARE FINANZIAMENTI, PER REALIZZARE QUESTI RESTAURI, MA, NOI NON CI POSSIAMO FIDARE DELLA CIA E DEI SUOI SACERDOTI DI SATANA! [ 30/12/2016, 10.51 EGIPTO – ESTADOS UNIDOS Gobierno y cristianos se oponen a la intromisión de EEUU, en la reconstrucción de iglesias destruidas por los yihadistas Loula Lahham El Congreso americano está examinando una ley que autoriza la supervisión de la obra de reconstrucción de iglesias y edificios atacados por los extremistas islámicos. Desde el 2013 hasta hoy, suman un total de 84. Para las autoridades de El Cairo y para los grupos cristianos del país es una norma ilegítima y constituye una injerencia. Padre Greiche: ¿Dónde estaba Estados Unidos cuando los Hermanos musulmanes incendiaban las iglesias? El Cairo (AsiaNews)

sonosatanici.blogspot.com/ ] si! sono satanici! [ o, io non entrerò io, in Paradiso: "il Regno di Dio JHWH" e quindi sono io che sono al di fuori della promessa, 2. oppure: non vi entreranno i miei delatori, e quindi sono loro che sono al di fuori della promessa! Adesso tutti sono chiamati a fare la loro scelta, se stare con me, o se stare contro di me! IO SONO IN GRADO DI RISTORARE TUTTE LE PROMESSE, TUTTE LE ALLEANZE, ED INFATTI IO REALIZZO LE PROFEZIE! PERCHÉ È IMPOSSIBILE CHE UNA BENEDIZIONE, POSSA ESSERE PER QUALCUNO, SE QUESTA BENEDIZIONE, PRIMA: NON PASSA PER IL MIO REGNO DI ISRAELE!

le vostre sono chiacchiere! Le MIE SONO DIMOSTRAZIONI RAZIONALI... ecc.. infatti, tutti voi, voi avete in tasca il denaro di satana Rothschild: il Faraone moderno, e se voi foste una vera religione? una religione salvifica? Questa abominazione non sarebbe stata possibile. Ecco perché, tutte le religioni del pianeta: sono state profanate, ed hanno fallito la loro millantata dimensione salvifica! Se, voi non vi rigenerate nel mio Tempio Ebraico? voi siete tutti perduti.. certo rimane la via della misericordia, ma, i più si perderanno, perché non può ottenere misericordia, chi non ha offerto misericordia a tutti! ... e voi avete permesso che i martiri cristiani fossero uccisi dai salafiti, islamici, ecc... e non avete detto niente!

salafiti shariah 666 islamici SAUDITI ] è vero che come dite voi: "gli atei cinesi non capiscono un cazzo di teologia", ANSWER [ però loro hanno conservato la sovranità monetaria, e voi vi siete fatti impossessare dei demoni dei Farisei SPa Fmi, infatti voi avete perso la santità e la vostra religione è corrotta, perché voi portate il denaro di Rothschild nelle Moschee, e quindi tutto quello che è vostro è profanato! ECCO PERCHÉ GIUSTAMENTE VOI SIETE I TAKFIRI E GLI IRANIANI NON LO SONO, infatti anche gli iraniani non hanno perso la loro sovranità monetaria! ed ecco perché l'attuale ISRAELE è una abominazione che non potrebbe mai essere il Regno di Dio! ISRAELE È UNA ENTITÀ MASSONICA CHE HA USURPATO LA TERRA SANTA!

il fatto che, nella mia mail lorenzo_scarola@fastwebnet.it la CIA si autoaccusi di avere distrutto il Tu–154? QUESTO NON VUOL DIRE CHE LO HANNO FATTO VERAMENTE! CERTO, loro NWO 666 SpA FED FMI BCE SpA A.I. loro VOGLIONO affermare: "NOI CI SOTTOMETTIAMO soltanto, al GOVERNO MONDIALE di: UNIUS REI e, questo governo sul mondo: è lo UNICO MODO PER EVITARE LA GUERRA MONDIALE [ ok, il Tu–154, è esploso: ed i casi sono due o una bomba a bordo (già esclusa) oppure è stato colpito dai satelliti USA con raggi laser.. ED A QUESTO PUNTO TUTTE LE NAZIONI DEL MONDO SI DEVONO INTERROGARE SULLA MINACCIA CHE GLI USA RAPPRESENTANO, CON IL LORO SATANISMO PER TUTTO IL GENERE UMANO NEL SUO INSIEME!

il fatto che, nella mia mail lorenzo_scarola@fastwebnet.it la CIA si autoaccusi di avere distrutto il Tu–154? QUESTO NON VUOL DIRE CHE LO HANNO FATTO VERAMENTE! ] quindi adesso spetta a Egitto e a ARABIA SAUDITA di dare la risposta! [ può significare: "noi siamo disposti a distruggere il Nuovo Ordine Mondiale di Satana, in cambio del Regno di Israele e in subordino ai voleri di Unius REI. " .... quindi adesso spetta a Egitto ed a ARABIA SAUDITA di darci la loro risposta!
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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR. Italiani in Turchia, ripresi primi voli: Condizioni meteo restano difficili, centinaia ancora bloccati. [ bho ] ormai, la sharia ha sollevato un muro di diffidenza, violenza, mancanza di reciprocità, e crudeltà, un muro di 1400 anni tra noi e loro: gli assassini nazisti shariah ci minacciano: perché loro sono gli specialisti del genocidio,con la loro shariah politica teologia della sostituzione! ora, è il terrore! la Lega ONU OCI Araba MINACCIAno di sterminio tutto il genere umano! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/01/10/italiani-in-turchia-ripresi-primi-voli_e2322271-4b9a-4e1f-aeff-8e35372d57d6.html

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#Egitto, #Arabia #Saudita ] i satanisti Farisei hanno detto: " per favore: noi non vogliamo più essere i satanisti, del SpA FED 666 NWO, voi fratelli, figli di Abramo, voi dateci un Regno, in mezzo a voi, come fratelli" e voi avete detto: "no! noi vogliamo continuare ad essere i vostri schiavi, che comprano da voi il denaro ad interesse: potete ucciderci tutti, perché Allah ha detto, che, il mondo sarà tutto nostro shariah, perché, voi non avete il nostro coraggio, cioè quello di fare il genocidio a tutti! Quindi se avete le palle voi potete già mettere: per noi, tutte le vostre femmine alla pecorina! perché cazzo allah akbar, noi stiamo venendo a sgozzarvi tutti!!"

#islamici #genocidio #mecca #caaba ] io non vado alla ricerca di un regno: per me, IO SONO GIÀ IL REGNO DI DIO, PER VOLONTÀ DI DIO!

Mecca #Makkah #Umrah #Islam #Muslim #Caaba #Pray ] quando furono massacrati 10000 crociati, in un agguato, loro portavano insieme una preziosa reliquia della Santa Croce: in una custodia di Argento! di quella reliquia, non si sa più niente, perché fu profanata, ed io credo che bisogna chiedere all'idolo: "meteorite lunare" demoniaco genocidio a tutti, Vagina di argento di Argento: vagina [ Mecca #Makkah #Umrah #Islam #Muslim #Caaba #Pray ] se lei ne sa qualcosa: di quel voto di sterminio contro tutto il genere umano! BURN SATAN: in Jesu's name Messiah Yitzhak Kaduri ] #ISLAM siete proprio sicuri di poter sopravvivere al vostro satanismo?


666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia ] scit u sang da ngan!
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666 #Lega #Araba #SHARIAH [ quello che io voglio, io ho anche il potere di pretenderlo: IO VOGLIO il REGNO di: ISRAELE! #Stati #arabi: Giordania, Emirati Arabi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Gibuti, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Somalia, Iraq, Oman, Palestina, Qatar, Comore, Kuwait, Libano, Libia, Egitto, Marocco, Mauritania, Yemen

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Il silenzio dei musulmani in Italia quando le stragi islamiche uccidono israeliani e ebrei. 08/01/2017 21:34:16 di Magdi Cristiano Allam. Il silenzio dei musulmani in Italia quando le stragi islamiche uccidono israeliani e ebrei. [ MENTE GRIDANO ALLO SCANDOLO QUANDO UCCIDONO CRISTIANI MARTIRI IN TUTTO IL MONDO! ] Cari amici, fino a questo momento non un solo musulmano in Italia ha condannato l'efferato attentato terroristico islamico oggi a Gerusalemme, costato la vita a quattro soldati israeliani falciati da un camion mentre erano fermi alla fermata dell'autobus. Il terrorista che era alla guida del camion, che è stato ucciso, è stato elogiato come un "martire" da parte di Hamas mentre l'attentato è stato esaltato come "eroico". In particolare pesa come un macigno il silenzio dell'Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), movimento estremista islamico che rappresenta l'ideologia dei Fratelli Musulmani a cui aderiscono anche i terroristi di Hamas. Pensate che il Governo italiano concepisce proprio l'Ucoii come il suo principale interlocutore nella strategia di contrasto al terrorismo islamico e gli ha affidato la gestione delle "guide religiose" dei detenuti musulmani nelle nostre carceri. Di fatto il Governo italiano è come se avesse nominato un piromane a Capo dei Vigili del fuoco.
Il silenzio di tutti i musulmani in Italia non sorprende. Dal loro punto di vista si possono condannare, comunque in modo ambiguo, gli attentati terroristici islamici in Europa o altrove nel mondo. Ma mai e poi mai si possono condannare gli attentati terroristici islamici in Israele o altrove nel mondo se le vittime sono israeliane o ebree.
Un sondaggio presentato da Michele Groppi alla trasmissione "Otto e mezza" su La7 il 4 gennaio ha evidenziato che il 61% dei musulmani in Italia è convinto che "gli ebrei controllano il mondo e sono responsabili di ogni male”; il 24% sostiene che "la violenza è giustificata in nome dell’islam"; il 30% ritiene che "chi offende l’islam deve ricevere una punizione"; il 44% vuole sostituire il nostro stato di diritto con la sharia, la legge islamica.
Questa è la realtà dei musulmani in Italia. Quindi il Governo italiano sappia che non è sufficiente combattere i terroristi islamici tagliagole dentro casa nostra. Prenda atto che i sedicenti "musulmani moderati" che controllano le moschee, a partire dall'Ucoii, sono anch'essi dei nostri nemici che definisco terroristi taglialingue, perché sono riusciti a imporci la legittimazione dell'islam a prescindere dai suoi contenuti violenti. Ma comprenda infine che anche la maggioranza dei musulmani, che definiremmo la "maggioranza silenziosa", non è affatto né moderata né integrata. Se un giorno dovesse esserci un partito islamico o se gli islamici dovessero diventare maggioranza politica, gran parte dei musulmani in Italia si schiererebbe al loro fianco e sosterrebbe la nascita di uno Stato islamico in Italia.
Cari amici, i fatti sono fatti. I fatti non sono né di destra né di sinistra. E siamo tutti sulla stessa barca. Lancio un appello a tutti gli italiani: mettiamo fuorilegge l'islam, chiudiamo le moschee, vincoliamo la presenza dei musulmani dentro casa nostra al rispetto delle nostre leggi, all'ottemperanza delle nostre regole, alla condivisione dei valori che sostanziano la nostra civiltà. Prima che sia troppo tardi.
Ecco il link del video dell'atroce attentato terroristico rivendicato da Hamas
http://bit.ly/2isqlET


Da martedì 21 ottobre "Non perdiamo la testa" in edicola con "Il Giornale"
24/10/2014 11:10:08 di Magdi Cristiano Allam. la CENSURA contro i delitti degli islamici

http://www.magdicristianoallam.it/no-islam/http--wwwioamolitaliait.html


1/4] Il Ramadan, il mese del digiuno islamico, sfianca il corpo e la mente, favorisce la raccolta delle donazioni che alimentano la loro Guerra santa, 08/07/2014 18:15:39 di Il Ramadan, il mese del digiuno islamico, sfianca il corpo e la mente, favorisce la raccolta delle donazioni che alimentano la loro Guerra santa Il “Ramadan” è molto più e molto peggio che danno e sofferenza individuale. Diventa una questione di pubblica sicurezza, e -in senso ampio di sicurezza nazionale. La sete, prima che la fame, è una sofferenza insopportabile perché è un danno gravissimo per l’organismo umano. Il dolore è un mezzo con cui madre natura ci evita di essere danneggiati. I danni organici da disidratazione sono solo in parte reversibili. La disidratazione interviene già dopo poche ore da che non si beve, aumenta tutti i sintomi da digiuno, dall’acetone alla perdita di attenzione che diventa grave e pericolosa. I colpi di sonno sono continui. Diventa alto il rischio di coliche renali. Il cervello è stanco, non memorizza, si diventa aggressivi e se la disidratazione prosegue abbiamo qualche neurone, cellula nervosa, che non ce la fa e muore. Chi rispetta il “Ramadan”, come chi fa lo sciopero della sete, ha meno cellule nervose. Chi rispetta il “Ramadan” non è in grado di lavorare correttamente. Potete fare la prova: state senza mangiare e senza bere -un giorno solo- da prima dell'alba a dopo il tramonto. Quanto riuscite a lavorare o a studiare? Quanto riuscite a pensare con il vostro cervello che pensa solo all'acqua? Ancora più interessante: rispettare il “Ramadan” è obbligatorio anche in certi posti d’Europa. Nei quartieri islamici inglesi, francesi e olandesi i poliziotti hanno l’ordine di non bere o mangiare o fumare nelle ore -diurne- del “Ramadan”,nemmeno nelle loro auto. Altrimenti vengono aggrediti da islamici “offesi”. Nel “Ramadan” vi sono picchi di incidenti stradali, di incidenti sul lavoro, ma soprattutto di violenza. Complimenti ai “veri” islamici, cioè quelli praticanti. So bene che un digiuno senza bere molta acqua è nocivo per l'organismo,ma lo sapevo già ai tempi di quando ero ancora musulmano. Il digiuno di Ramadan è obbligatorio per ogni musulmano che abbia raggiunto la pubertà (quindi, attorno ai 12 anni, a seconda dei soggetti). L'educazione islamica (basata su fonti dottrinali attendibili) suggerisce di educare i bambini al digiuno già attorno ai nove anni, ossia renderli partecipi del digiuno almeno nei primi giorni del Ramadan, anche solo per mezza giornata -non sono obbligati a farlo- ma gli viene richiesto di "provare". Ovviamente, per un bambino allevato in una comunità islamica il fatto di dover iniziare a digiunare è un vero e proprio rito di passaggio dalla società dei bambini a quella degli adulti, e in genere viene vissuto da loro come un'esperienza molto intensa ed emozionante. Si sentono come piccoli soldati. La maggior parte degli imam insegna che il Ramadan è un toccasana perla salute, che purifica il corpo. Ovviamente sono stupidaggini perché solo un digiuno con molto e frequente rifornimento idrico ripulisce il corpo, dato che l'acqua espelle le tossine tramite orina e sudore, mentre in assenza di acqua le tossine tornano in circolo. Il punto è che la maggior parte dei musulmani è convinta che il digiuno purifichi l'organismo, oltre che … l'anima.

2/4] Il Ramadan, il mese del digiuno islamico, sfianca il corpo e la mente, favorisce la raccolta delle donazioni che alimentano la loro Guerra santa, 08/07/2014 I media dei paesi islamici avvallano questa tesi facendo parlare ai talk-show “medici” e“scienziati” islamisti che ribadiscono la menzogna del "fa bene al corpo". Maometto (e men che meno Allah) non era certo un medico (sono stati i Fratelli Musulmani e altri gruppi modernisti a introdurre tutto il dibattito"scientifico" a sostegno dell'islam, cercando prove scientifiche nel Corano,etc). Nella letteratura classica invece si evince chiaramente che lo scopo del Ramadan è quello di PATIRE, di modo che il ricco conosca la fame e siricordi di chi sta peggio di lui, e chi gode di salute conosca la spossatezza di modo che possa ricordarsi degli indigenti, etc . Soprattutto, è un sacrificio personale per dimostrare la propria devozione ad Allah -un po' come i monaci cristiani che si auto-flagellavano o indossavano il cilicio. D'altro canto, va tenuto conto che gli arabi del deserto erano abituati a periodi di esposizione al caldo e privazione dell'acqua per molte ore. Quindi, nel contesto originale dell'islam il digiuno del Ramadan era solo una dilatazione di quella che avrebbe potuto essere una giornata tipica di un viaggiatore nel deserto, solo un po' più dura e un po' più lunga. Vi sono pene severe per chi non rispetta il “Ramadan” e sarebbe invece tenuto a farlo. Ovviamente, chi per ragioni di salute non è in grado di digiunare è esentato (o del tutto, oppure è tenuto a recuperare in seguito i giorni saltati). Quanto al chirurgo, ha il diritto di astenersi dal digiuno se ritiene che digiunando metterebbe a repentaglio la salute del paziente. Il che,implica senza dubbio il riconoscimento che il ”Ramadan” nuoce alla salute. La critica “formale” al Ramadan è peraltro un'arma a doppio taglio. Anche gli ebrei hanno i loro digiuni religiosi obbligatori, e uno di essi prevede più di24 ore completamente senza acqua ne cibo. Quindi questa critica al digiuno potrebbe non trovare molto sostegno poiché finisce per attaccare anche la comunità ebraica, salvo altre. Occorre essere più precisi. Il problema del digiuno imposto nel “Ramadan” si fa sentire quando in Occidente ci si rende conto che anche i minori vengono obbligati a digiunare. Dato che la pubertà può arrivare in qualsiasi momento tra i 9 e i 15 anni, vuol dire che molti bambini e ragazzini (minorenni) vengono obbligati dai genitori a digiunare per il Ramadan. Questa è una situazione spinosa perché il minore si colloca tra i doveri di tutela della società e i “diritti educativi” dei genitori. Quando è che la società deve intervenire e opporsi a certa “educazione” dei figli da parte dei genitori? Non vi sono risposte univoche, ma siamo tutti d’accordo che vi sono casi in cui lo Stato ha diritto e dovere di intervenire,come nei casi di violenza sui bambini, fosse anche violenza a scopo"educativo". E nei casi di violenza “psicologica” grave. Le minacce rivolte a un bambino possono avere su di lui effetti mentali pesanti, coercitivi e duraturi. Sicuramente, il digiuno può creare gravi problemi di salute per un bambino che va a scuola. D’altronde la società italiana non è islamica, quindi le scuole non prevedono programmi speciali per “accogliere” il mese di Ramadan, e può benissimo succedere che un ragazzino svenga durante un compito in classe o durante l'ora di educazione fisica a causa del lungo digiuno forzato. Del resto, qui vale la Legge, non le religioni. Non dimentichiamolo. Io ritengo che il mese di Ramadan sia un ottima occasione per attirare l'attenzione sull'islam e sui suoi connaturati intenti aggressivi. La argomentazione migliore è quella di ricordare che la giurisprudenza islamica è costruita attorno ai famosi 5 pilastri: (1) la shahadah (attestazione di fede),(2) la salah (preghiera), (3) il siyam (digiuno), (4) la zakah (tasse), (5) lo hajj(pellegrinaggio). I testi di giurisprudenza (chiamata fiqh, e non shari'ah, come molti erroneamente credono!) sono elaborati attorno a questi 5 pilastri e ne rispettano l'ordine. Quindi, il primo capitolo è sempre quello della 'aqidah (idogmi monoteisti) poiché l'attestazione di fede implica l'accettazione incondizionata dei dogmi. Poi vengono i capitoli della taharah (la purità legale) poiché se non si è in stato di purificazione non si può pregare. Poi vi èil capitolo sugli orari delle preghiere, seguito da quello sulle preghiere vere e proprie. Segue il capitolo sui digiuni. Poi c'è il capitolo della zakah, che include anche la dhimmah che è la tassa per i cittadini non musulmani sottomessi (la "gente del libro"). A questo punto (prima del pellegrinaggio, in genere) seguono i capitoli della da'wah e dello Jihad. Questo per un valido motivo: dopo aver raccolto letasse, il Califfo è obbligato a dichiarare il Jihad. Il semplice fatto di aver raccolto i soldi dei musulmani lo obbliga a dover dichiarare guerra agli infedeli. I giuristi concordano sul fatto che sia un obbligo assoluto che il Califfo conduca almeno una battaglia ogni anno.

3/4] Il Ramadan, il mese del digiuno islamico, sfianca il corpo e la mente, favorisce la raccolta delle donazioni che alimentano la loro Guerra santa, 08/07/2014 Le ragioni sono semplici:scopo dell'islam è combattere la miscredenza: "e combatteteli fino a che non vi siano più tribolazioni e tutta la religione apparterrà ad Allah" (Corano2:193). Ora, siccome prima di sferrare un attacco è necessario proporre la conversione all'islam oppure la sottomissione alla dhimmah, in genere il capitolo sulla da'wah viene prima di quello sullo Jihad. Se la missione di "conversione" ha successo (ossia, la nazione aggredita si converte o accetta la dhimmah) questa viene contemplata come un adempimento dell'obbligo a dichiarare il Jihad -la conversione e la sottomissione sono considerate vittorie superiori a quella bellica. Il punto è che voglio far comprendere alle persone del Contro-Jihad che l'islam è costruito su questo ciclo annuo in cui vengono ripercorsi i 5 pilastri,culminando con il pellegrinaggio, e che questo ciclo -se vi fosse un Califfo prevederebbe una guerra di espansione ogni anno. Gli sciiti fanno eccezione,da quanto mi risulta loro non fanno guerra se non per difesa, quindi per loro il dovere si ferma alla da'wah. Ma per i sunniti il Jihad in occorrenza della tassa annuale è un pilastro di fede. Ha a che fare con il ciclo della purificazione: il digiuno purifica l'anima, la zakah purifica le proprietà e il denaro, il Jihad purifica il pianeta. Infine, il pellegrinaggio (il cui obbligo è in realtà limitato a una sola volta nella vita, tutti gli altri pellegrinaggi sono incoraggiati e lodati ma non obbligatori) purifica l'annata passata dato che per poterlo fare bisogna aver sciolto tutti i debiti personali. Quindi, la salah è una questione privata, tra il muslim ed Allah. Il Ramadan è una questione di gruppo dato che coinvolge tutta la famiglia e dato che le preghiere notturne del Ramadan (il tarawih, in cui viene letto tutto il Corano nell’arco del mese, un trentesimo per notte) sono collettive. La tassa è una questione politica, tra il muslim e il suo Califfo. Jihad e Da'wah sono una questione planetaria, tra i musulmani in quanto nazione, e tutte le altre nazioni "nemiche" di Allah e della “vera” fede. Il pellegrinaggio è una questione sia privata che di gruppo. Un aspetto importante di tutto questo, che spesso sfugge agli occidentali e ai critici dell'islam, è come tutti questi legami che ho esposto siano palesemente spiegati nei testi classici islamici. Il fatto che i 5 pilastri siano obbligatori fa sì che i musulmani siano incitati a creare una situazione che li renda praticabili. Per esempio, i migranti che si trovano a vivere in un paese straniero, non islamico, sentono il dovere di costruire una moschea. Pregare da soli o in casa va benissimo, anche se pregare in gruppo è sempre meglio. Ma la preghiera del venerdì può essere fatta solo in una moschea vera e propria, e non in una casa privata. Quindi il primo passo che una piccola comunità di migranti sente di voler intraprendere è quello di acquistare un locale da adibire a moschea. Creata la moschea, serve l'imam, e spesso la comunità nascente si adopera ad "importarne" uno da qualche scuola del Golfo o dal loro paese d'origine. A questo imam viene data una casa e uno stipendio, e in cambio lui dirigerà la preghiera del venerdì, organizzerà il Ramadan, etc . Quanto alla zakah, la situazione è complessa. Siccome non vi è un Califfo,non è chiaro a chi debbano essere versati quei soldi. A mio avviso (e sono sempre stato di questa idea, anche quando ero musulmano) l'assenza di un Califfo rende impossibile pagare la zakah. Ma la maggior parte dei sapienti islamici ha decretato che pagarla è un obbligo, anche se non c'è il Califfo. Quindi nasce il problema politico del decidere a quale sovrano versare i soldi. Ovviamente, tutti i regimi arabi ed islamici sostengono che il loro presidente ore è il "Principe dei Credenti". Questo titolo non è lo stesso del Califfo, ma il fatto che ci si dichiari "Principe dei Credenti" ci va molto vicino. Per esempio,il titolo onorario del Re Saudita e di quello marocchino è proprio "Principe dei Credenti". Questo sarebbe sinonimo di Califfo, ma loro non sono così scemi da dirlo apertamente perché se lo facessero sarebbe come proclamarsi capo indiscusso di tutti i musulmani del pianeta. Ad ogni modo, nei fatti avviene che ciascuna moschea decide a quale Governo dirottare i soldi che riceve dai suoi seguaci. Alcuni li mandano in Arabia Saudita, altri al Re del Marocco. Altri invece li mandano ai loro leader dello Jihad, come Bin Laden, o ad altri condottieri famosi. Altri ancora optano invece per darli a qualche organizzazione che rappresenti le moschee del paese in cui abitano -tipo il consiglio delle moschee italiane, etc .

4/4] Il Ramadan, il mese del digiuno islamico, sfianca il corpo e la mente, favorisce la raccolta delle donazioni che alimentano la loro Guerra santa, 08/07/2014 In effetti, la giurisprudenza islamica semplicemente non contempla la situazione in cui il posto del Califfo sia vacante. Per i musulmani pre-coloniali era semplicemente impensabile che il Califfato potesse un giorno cadere -la loro fede in Allah gli impediva anche solo di contemplare teoricamente un simile disastro politico. Quindi non vi sono direttive univoche su come gestire la situazione. Però qualsiasi musulmano un po' istruito è in grado di comprendere che, una volta edificata la moschea e importato un imam, il passo successivo è quello di rendere possibile la purificazione di questi soldi attraverso il Jihad. Oggi, in Europa, questi soldi, quando non vengono mandati in Arabia Saudita,vengono in genere utilizzati per la da'wah nel paese di dimora, oppure spediti ai combattenti dello Jihad come forma di sostegno -a volte entrambe le cose. I governi che accettano i soldi della zakah raccolti in Occidente, li rigirano ai ministeri che si occupano di gestire la zakah (la quale, oggigiorno, viene trattata separatamente dalle tasse generiche). Questo denaro viene utilizzato per sfamare poveri, aiutare indigenti, e per produrre materiale per la da'wah e pagare missionari che promuovano l'islam; in genere un po' di tutto questo. Ma la cosa importante è capire che la raccolta della zakah è un'attestazione del potere personale e politico del Califfo. Tradizionalmente, il Califfo doveva mandare i suoi emissari "di porta in porta" a raccogliere la zakah, e solo i dhimmi dovevano invece andare a pagarla di fronte alla moschea. Nel primo caso, il Califfo deve mostrare il suo potere di controllare il territorio,mandando gli esattori fino alla porta di casa dei suoi sudditi -tieni conto che all'epoca, mandare un emissario dal Cairo fino alle regioni dell'Africa, dell’India e della Russia era un'impresa mirabile, soprattutto se consideri che questi emissari dovevano a volte viaggiare settimane per raggiungere un individuo che abitava isolato nel deserto, ma era un dovere. L'idea che il musulmano vada a pagare la tassa in un ufficio, o anche solo in moschea, è un insulto dal punto di vista della giurisprudenza classica. Io, quando ero muslim, mi rifiutavo di portare il soldi della zakah in moschea, andavo invece dall'imam locale e l'ammonivo che era obbligato a mandarmi gli emissari fino a casa. E se rispondeva che non era in grado di farlo io gli rispondevo che allora il suo ufficio di imam era invalidato, che era un impostore. D'altro canto, il dhimmi deve invece recarsi di fronte alla moschea, in segno di sottomissione, e l'esattore li attende seduto e li fa mettere in fila indiana, e quando il dhimmi paga la tassa l'esattore gli tira la barba verso il basso per umiliarlo pubblicamente (è un precetto islamico). In questo caso, l'idea che un musulmano debba scomodarsi per prendere i soldi di un dhimmi è a dir poco inconcepibile: i musulmani "gli stanno facendo un favore" nell'accoglierlo come cittadino di second'ordine, e la tassa che paga è il minimo contributo che possa fare per questo “privilegio”. Tornando alle considerazioni generali, nell'islam i cicli sono molto importanti:le preghiere seguono il ciclo diurno/notturno, il Ramadan segue il ciclo annuale. I 5 pilastri della fede, e le leggi dell'Islam sono costruiti attorno a questi cicli. Non solo, sono anche costruiti attorno alle esigenze di formare una comunità che al più presto diventi politica e pratichi Jihad. Così come i divieti e le prescrizioni alimentari fanno sì che i musulmani migranti si ritrovino a dover mettere su macellerie e negozi alimentari halal, allo stesso modo si trovano a dover istituire moschee, importare imam dotti nella fede, e infine mettere su un apparato logistico che consenta la raccolta delle tasse. Eccolo,lo “Stato nello Stato” (del quale la moschea è il fulcro). L'atto stesso di pagare una tassa a un leader (assente e simbolico o reale ed esistente che sia) è di per sé un atto di ripudio dell'autorità del governo ospitante. Quando gli ebrei andarono da Gesù per chiedergli se dovessero pagare la tassa a Cesare o a Dio, stavano ponendo un quesito di chiara natura politica: a chi va la nostra alleanza? Ai Romani che ci governano o a un nostro leader religioso? In quel caso, la domanda era un trappola per Gesù: se avesse risposto “a Dio”, sarebbe stato arrestato per incitazione alla disobbedienza verso l'autorità romana. Se avesse risposto “a Cesare”, gli ebrei lo avrebbero tacciato di servilismo ai Romani. Astutamente, egli rispose"Dai a Cesare ciò che è di Cesare e dai a Dio ciò che è di Dio" lasciando la questione al buon senso delle persone, senza compromettersi giuridicamente né in un senso né nell'altro. Però il musulmano che vive in Occidente è costantemente messo alla prova dalla vita comunitaria: va in moschea e sente che manca il Califfo, si sente in difetto perché si rende conto che la zakah -uno dei 5 pilastri della fede- è una questione non chiara, i suoi soldi non vengono purificati come si deve. Legalmente, avviene che i soldi della zakah spesso vengano donati a organizzazioni come Islamic Relief, che offrono assistenza ai bambini vittime della guerra in Afghanistan, Iraq, etc . Lì vi è un messaggio chiaro: il tuo cuore (e il tuo portafogli) devono essere con quelli che praticano il Jihad. Chepoi spesso queste organizzazioni siano delle facciate per finanziare il Jihad anche in Occidente è cosa risaputa, e molte di queste sono state chiuse o bandite. Il fatto è e rimane che vi è un chiaro messaggio politico il quale collega la moschea al fronte dello Jihad, così come la preghiera e la tassa della zakah ci rimandano alla stessa guerra santa. L'islam è architettato affinché riproduca sempre ed inevitabilmente la situazione dei tempi di Maometto, che ai nostri giorni vuol dire ricostruire il Califfato e riprendere il Jihad come sforzo collettivo per purificare il pianeta Terra "finché la religione non appartenga tutta ad Allah". Questa situazione crea una forte tensione: da un lato, non è possibile comportarsi come se si fosse nelle prime fasi della missione di Maometto,ossia i tempi della da'wah, quando Allah non aveva ancora formalizzato il Jihad e tutta la giurisprudenza, no: la rivelazione coranica è stata completata e le leggi vanno seguite, punto e basta. D'altro canto, però, i sapienti ammettono che i musulmani si trovano,ciascuno a seconda della situazione in cui vive, a dover attingere agli esempi delle varie fasi della vita di Maometto. Per esempio, chi vive in un paese che era stato un tempo sotto il Califfato (esempio la Tunisia, etc ) si trova in una situazione in cui l'islam è stato "schiacciato" dagli infedeli, e si sente governato da fantocci che si spacciano per musulmani ma che governano con canoni filo-occidentali. In questi casi il Jihad è un obbligo incombente perché una terra che è stata conquistata dall'islam non può essere più ceduta ai miscredenti. E quindi in simili luoghi la regola è di organizzarsi,clandestinamente o apertamente, per aizzare le genti a un colpo di Stato. Per il muslim che vive in Occidente, invece, solitamente viene proposto il modello della "Casa di Arqam". Si riferisce agli albori dell'islam, quando Maometto e i suoi (pochi) seguaci stazionavano in casa di Arqam (alle porte della Mecca), uno dei primi convertiti, e intercettavano i pellegrini politeisti per fare la da'wah. Quindi vedono il Paese che li ospita come una nazione di"ignoranti" ai quali deve essere spiegato l'islam. Però al contempo si sentono divisi perché sanno che dall'altra parte del mondo, altri musulmani stanno lottando per riportare il governo islamico nei paesi che erano parte del Califfato. Se poi il paese occidentale in questione è in qualche modo coinvolto con politiche legate alle guerre nei paesi islamici, allora vi è una ulteriore tensione di sottofondo verso quanto concerne le autorità locali. Nessun periodo dell'anno è circostanza altrettanto forte per simili considerazioni e critiche (sulla tattica e sulla strategia islamiste) quanto lo è il Ramadan coi suoi significati e intenti. E “noi” (il Contro-Jihad) dovremmo cogliere l'occasione per ricordarci soprattutto come questo mese sia preparatorio per la raccolta delle tasse che sono destinate allo Jihad espansionistico, con le sue pericolose implicazioni. http://www. magdicristianoallam. it/no-islam/il-ramadan-il-mese-del-digiuno-islamico-sfianca-il-corpo-e-la-mente-favorisce-la-raccolta-delle-donazioni-che-alimentano-la-loro-guerra-santa. html


Da 4 anni Asia Bibi è in carcere nel Pakistan per oltraggio all’islam: Buon Natale a tutti i cristiani, i più perseguitati al mondo. 4/12/2013 15:36:16 di Silvana De Mari
Da 4 anni Asia Bibi è in carcere nel Pakistan per oltraggio all’islam: Buon Natale a tutti i cristiani, i più perseguitati al mondo. Buon Natale a tutti. Con tutto il cuore. Ognuno sotto l’albero trovi quello che vuole, un posto di lavoro per il figlio, ricchezza ma soprattutto libertà, perché senza libertà nessun’altra cosa è possibile, qualcuno con cui condividere la vita, il denaro necessario per pagarla, avere un figlio, uscire dall’ospedale. Felicità, salute e ricchezza a tutti, e soprattutto libertà, perché senza libertà nessuna gioia è possibile e la vita non sarebbe dignitosa. Qualcuno ricco, qualcuno povero, qualcuno sano e qualcuno un po’ meno, questa notte andremo tutti a dormire in bianchi letti puliti. È anche possibile che non siano bianchi: ormai imperano i colori più assoluti e più totali anche in quella che prima si chiamava “biancheria”. Quello che invece resta è un dato fisso, questi letti si trovano in camere confortevoli, riscaldate, senza scarafaggi e senza sorci e cimici. Noi andremo a dormire dopo l’ultimo calice con il panettone. Quella di questa sera è la cena della vigilia, quello di domani il pranzo di Natale. Tra i due eventi per molti la messa di mezzanotte, per tutti un sonno tranquillo in letti puliti, dentro camere confortevoli.
Buon Natale in Nigeria, Buon Natale in Sudan, buon Natale in Siria.
Buon Natale a lei signora Asia Bibi, che da quattro anni è in prigione in Pakistan (http://it.wikipedia.org/wiki/Asia_Bibi)
Lei è stata accusata di blasfemia, la stessa persona che l’ha accusata ha già ritirato le accuse, eppure lei è sempre prigione. Il potere ottuso e corrotto che ha condannato una donna a morte per la sua fede religiosa, che la tiene rinchiusa in condizioni spaventose, non può essere perseguito. L’ONU non può intervenire a suo favore perché ha rinnegato l’universalità della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nel 1990. Nessuna voce si sentirà dall’Occidente perché lei signora, mi perdoni la brutalità, non è abbastanza carina, non è abbastanza interessante, non è abbastanza cool per entusiasmare nessuno dei nostri registi e nessuno dei nostri intellettuali. Su gli uomini politici sorvolo. Le gerarchie ecclesiastiche si stanno impegnando a tessere deliziose relazioni diplomatiche, per distrarsi. E poi le nostre stesse gerarchie ecclesiastiche affermano che “non dobbiamo fare proseliti”, non dobbiamo convertire. Lei signora, con la sua fede rischiava di evangelizzare. Ha mancato di diplomazia. Restiamo noi signora Asia, per quello che valiamo. Ci impegniamo tutti questa sera a ricordare il suo nome. Lo ricorderemo attorno alle nostre tavole, lo pronunceremo nelle nostre chiese, nei post su Facebook, sul blog, ovunque potremo. Metteremo un nastro giallo, il simbolo del ricordo dei prigionieri di guerra nei presepi e sull’albero. E il primo proposito dell’anno nuovo, signora Asia, e che parleremo talmente di lei che riusciremo a tirarla fuori. La forza di una catena è quella del suo anello più debole. La forza di un popolo è quella del suo anello più forte. Fino a quando c’è anche uno solo che non si è piegato, quel popolo resiste. Buon Natale signora Asia, e Pace in Terra agli Uomini di Buona Volontà, che sono coloro che affermano la verità, i coraggiosi. Perché la buona volontà senza il coraggio non vale molto, e diventa in continuazione alleanza con il male, condiscendenza all’arbitrio. Quindi chiederemo all’anno nuovo che trasformi i vili in valorosi e doni la vista agli imbecilli. E la ricorderemo sempre, signora Asia, tutti noi: l'anno prossimo festeggeremo Natale insieme. http://www.magdicristianoallam.it/no-islam/da-4-anni-asia-bibi-e-in-carcere-nel-pakistan-per-oltraggio-all%E2%80%99islam-buon-natale-a-tutti-i-cristiani-i-piu-perseguitati-al-mondo.html


La Chiesa e i governanti relativisti che vogliono a tutti i costi le moschee prestino ascolto alla disperazione della madre di un mancato terrorista islamico suicida, 20/12/2013 09:13:10 di Magdi Cristiano Allam, La Chiesa e i governanti relativisti che vogliono a tutti i costi le moschee prestino ascolto alla disperazione della madre di un mancato terrorista islamico suicida, Hayet Saadi, un’insegnante tunisina di scuola elementare, e suo marito ingegnere agricolo, cominciarono a preoccuparsi circa un anno e mezzo fa quando il figlio Aymen, di appena 16 anni, cominciò a frequentare assiduamente la moschea cinque volte al giorno. A casa lui cominciò a parlare di Jihad, intesa come guerra santa islamica, di partire per la Siria per combattere al fianco dei ribelli che vogliono prendere il potere scalzando il regime di Assad. Lo scorso 30 ottobre la polizia circondò ed assaltò l’abitazione della famiglia Saadi a Zaghouan e procedette alla confisca del computer e del cellulare di Aymen, prelevando il padre al commissariato. Quel giorno un terrorista suicida si era fatto esplodere in uno stabilimento balneare a Sousse, mentre Aymen era stato bloccato un attimo prima che si facesse esplodere tra un gruppo di turisti al mausoleo del fondatore della Repubblica tunisina, Habib Bourghiba, a Monastir. La storia raccontata ieri dall’International New York Times, illustra il ruolo delle moschee gestite dai salafiti, intransigenti esecutori del verbo coranico, nel lavaggio di cervello dei giovani tunisini. Si stima che ci siano migliaia di giovani tunisini trasformati in aspiranti terroristi suicidi dopo la ribellione che ha rovesciato il potere del presidente laico Ben Ali, enfaticamente ribattezzata la Primavera araba, andati a combattere in Siria, Iraq, Libia, Algeria e Mali per dare il loro contributo alla riesumazione della Umma, la Nazione islamica. Aymen ricevette l’ordine di farsi esplodere al mausoleo Bourghiba da un dirigente della rete del terrorismo islamico in Libia, dove si era recato per poter proseguire in Siria attraverso la Turchia.
La Tunisia era considerato il Paese più laico di tutto il Medio Oriente, dove per non frenare la produzione durante il mese del digiuno islamico, il Ramadan, Bourghiba si mostrò in televisione mentre beveva, così come è stato il Paese dove le donne hanno goduto di diritti civili paragonabili a quelli vigenti in Europa. Ebbene, dopo la proliferazione delle moschee sin dall’epoca di Ben Ali ma soprattutto dopo l’avvento al potere degli integralisti islamici di Ennahda, la Tunisia si è trasformata in una delle principali “fabbriche” che forgiano aspiranti terroristi suicidi islamici che vanno a espletare la loro Jihad ovunque nel mondo.
Lancio un appello alla Chiesa cattolica, alle varie Chiese cristiane, ai nostri governanti europei ed italiani relativisti che si ostinano a volere le moschee costi quel che costi nel nome della concessione acritica e automatica del diritto alla libertà religiosa: prestate ascolto alla disperazione della madre di Aymen, che a 17 anni è stato bloccato un attimo prima di farsi esplodere dopo aver subito un lavaggio di cervello in moschea, convincendolo che il suo suicidio e l’omicidio del maggior numero di nemici dell’islam gli avrebbero spalancato le porte del Paradiso islamico. È la realtà che ci dimostra che non è affatto vero che tutte le religioni sono uguali, che non è affatto vero che cristianesimo e islam, Gesù e Maometto, Vangelo e Corano, chiese e moschee siano la stessa cosa. Diciamo No alle moschee, mobilitiamoci per arrestare l’invasione islamica al fine di salvaguardare il diritto inalienabile alla vita e alla libertà di tutti noi, compresi i musulmani che non si sottomettono all’atrocità dell’ideologia del Corano e di Maometto.
http://www.magdicristianoallam.it/editoriale/la-chiesa-e-i-governanti-relativisti-che-vogliono-a-tutti-i-costi-le-moschee-prestino-ascolto-alla-disperazione-della-madre-di-un-mancato-terrorista-islamico-suicida.html

 Facciamo il presepe per salvaguardare la nostra civiltà dall'invasione islamica 19/12/2013 18:13:43 di Silvana De Mari Facciamo il presepe per salvaguardare la nostra civiltà dall'invasione islamica Ricordo ancora quando mio padre mi portò a Napoli a vedere il Museo di Capodimonte, con i preziosissimi presepi, alcuni molto piccoli contenuti in una conchiglia. Bellissimi, certo, ma non commoventi. Mi commuovono molto di più i presepi autarchici e ruspanti delle case, con i giocattoli dei bambini in mezzo ai pastori, la boccia del pesce rosso che fa lo stagno. Il presepe è la rappresentazione del cambiamento che c’è stato nel mondo, la frase "Pace in terra agli Uomini di Buona Volontà", per la prima volta compare nella storia. Buon Natale per tutti e pace in terra agli uomini di buona volontà. Che cos'è il Natale? Il momento che divide il mondo in un prima e in un dopo. Il mondo è cambiato. Prima di questa data non c'era l'idea teorica che il bambino, la donna, lo sconfitto, l'inerme avessero una qualche dignità. Il cervello umano, non mi stancherò mai di dirlo, è naturalmente feroce ed inoltre, con l'acquisizione del pensiero razionale, sono stati persi molti istinti che ispirano eccessi di ferocia, presenti in molti animali. Che cos'è il cristianesimo? È una religione completamente estranea all'Europa. Noi europei di origine non ebraica avevamo altre religioni: il sommo Giove, con famiglia legale e concubine, cugini di primo, secondo e terzo grado, figli legittimi e non, e questi erano la parte migliore della comitiva, cui si sono aggiunti e sovrapposti un’altra schiera di gentiluomini, il più famoso Odino. Il presepe festeggia la prima volta nella storia in cui è stato posta l'idea che la pace sia migliore della guerra vittoriosa, concetto assolutamente balzano. Pace in terra agli uomini di buona volontà. È la prima narrazione incentrata su una donna con un bimbo in braccio. Una narrazione dove i pezzenti ( pastori, raccoglitori di legna, portatori di acqua eccetera eccetera sono messi sullo stesso piano dei re, i re sono talmente multi etnici che di più non si può). Veramente vogliamo rinunciare a tutto questo splendore? E poi il presepe lo faceva anche la mia mamma. Augurare Buon Natale non è un’affermazione religiosa, ma etnica. Facciamo un esempio: supponiamo di trovarci in un paese buddista dove festeggiano il compleanno di Budda o qualcosa del genere. Pregare, recitare mantra è un gesto religioso, partecipare alla festa, organizzare la festa è un gesto etnico. Un gesto di affetto per la gente che vive in quel paese e ha quella fede, un gesto di allegria, tutto qui. Se nelle scuole pubbliche si imponesse la messa, imposta a tutti, sarebbe un gesto religioso, un gesto di arbitrio per i bambini di fede diversa. Fare il presepe, augurare buon Natale è un gesto etnico, un gesto di affetto per il paese e le sue tradizioni religiose, non un’assunzione di fede religiosa. Chiunque abbia fatto il turista in un paese buddista ha portato al collo almeno una volta una collanina di fiori; questo non vuol dire che si è convertito. Chiunque stia in un paese a maggioranza cristiana dice Buon Natale se ama la gente del posto e la sua storia e non lo dice se la odia. Che sia credente o meno, se sia cristiano o di un'altra religione è irrilevante. Negli anni ’70 mi sono trovata spesso in paesi musulmani e ho partecipato a festività. Mangiavo i dolcini che mi offrivano e ricambiavo i sorrisi. Quando sono in Israele mi fa molto piacere che mi dicano Shabat Shalom o Buon Purrim e ci resterei malissimo, mi sentirei esclusa se non lo facessero. Non vuol dire che mi sono convertita, vuol dire solo che facevo festa con delle creature umane che facevano festa. Tutti gli insegnanti che non permettono che venga fatto il presepe per non offendere la sensibilità dei bambini islamici, stanno in realtà offendendo quei bambini, stanno impedendo che diventino un pezzo della nazione, stanno loro imponendo di restare un corpo estraneo. Inoltre questi bambini cosa sono destinati a diventare nella mente di queste maestre? Muratori in nero? Questi bambini sono destinati a studiare storia dell’arte, e studiare Dante. Forse è il caso di cominciare a spiegare qual è il fondamento su cui posa la civiltà di cui sono venuti a far parte, non di cui sono venuti a fare il corpo estraneo o l’invasore, la civiltà cui devono integrarsi. Natale è l’occasione speciale perché comincino a conoscere la civiltà che li accoglie e in cui vivranno. Le maestre politicamente corrette fanno un gesto di razzismo ritenendoli non abbastanza intelligenti da voler conoscere usanze non loro, stanno riconoscendo il diritto all’intolleranza islamica più integralista. Il Gran Mufti di Londra ha specificatamente vietato di festeggiare feste cristiane e in particolare Pasqua e Natale, in Pakistan c’è la pena di morte per chi fa il presepe. Gli insegnanti che non permettono che venga detto Buon Natale, come non è permesso in Arabia Saudita e Pakistan, adeguandosi da bravi, giudiziosi aspiranti schiavi, riconoscono le affermazioni dei mullah e degli imam più integralisti: le feste cristiane offendono l’islam. È giusto quindi punirle. Gli insegnanti politicamente corretti non lo sanno, e se lo sapessero ne sarebbero fieri, che il loro comportamento è citato su internet e sui giornali pachistani. Persino in Europa, pesino in Italia dove c’è il Papa le maestre sanno che Pasqua e Natale offendono l’islam. Quando c’è un bimbo islamico smettono di festeggiarli e parlano di festa dell’inverno e festa delle primavera come Hitler. Quindi è giusto condannare a morte chi fa il presepe, è giusto condannare a morte chi, pronunciando il padre nostro, bestemmia. Nell’islam noi siamo servi di Dio, non suoi figli: Il Padre nostro è considerato una bestemmia passibile di condanna a morte. Quegli insegnanti stanno riconoscendo il dovere della civiltà cui loro appartengono di suicidarsi e di essere calpestata. In cambio si sentono superiori alla loro civiltà rinnegandola ed è sempre carino sentirsi superiori ai nonni e ai vicini di casa. In un momento in cui i cristiani sono fisicamente attaccati, attaccare il cristianesimo e i suoi simboli è comunque un sistema di schierarsi con i prevaricatori, che è sempre una posizione comoda. Riporto alcuni passi del “rapporto sulla integrazione” pubblicato sul sito del Primo Ministro Francese, Jean Marc Ayrault. La parola integrazione è usata a a sproposito: si tratta in realtà di multiculturalismo. Multiculturalismo e integrazione sono parole opposte. Integrazione: tutti si integrano ad un’unica civiltà, quella del paese di accoglienza. Multiculturalismo: la nazione resta frammentata in miriadi di sottonazioni, di minoranze, ognuna rinchiusa nel suo astioso vittimismo e nel suo disprezzo per tutti gli altri. Tutto ruota sul folle principio secondo cui chiedere agli stranieri di integrarsi non è giusto, perché non è giusto considerare cultura e identità del paese ospitante più importanti delle culture degli immigrati e quindi occorre “riconoscere tutte le migrazioni come costitutive della nazione”. Si introduce il concetto di “identità multipla”. Questo è un errore. In primo luogo ogni popolo, inclusi quelli europei hanno diritto a una loro terra dove vi siano le loro usanze e si parli la loro lingua: questo principio basilare non può essere negato mai, pena la guerra civile nelle strade. Inoltre la civiltà del paese ospitante è in questa fase storica la più funzionale antropologicamente, quella vincente dal punto di vista economico. Se i popoli arabi lasciano i paesi arabi per venire in paesi occidentali è perché in questa fase della storia la civiltà occidentale è funzionale. Sono a casa mia mentre fuori diluvia e bussano alla porta: c’è il mio vicino di casa che mi chiede di entrare. Lui e suoi bambini sono fradici, moriranno di polmonite se non li faccio entrare. Accetto di ospitarli. A questo punto il mio vicino tira fuori il trapano e comincia a a fare buchi nel mio tetto spiegando che è la sua civiltà. Fare i buchi nel soffitto sarà anche stato funzionale secoli fa quando c'era la siccità, adesso è disfunzionale. Chi viene nella mia casa deve adattarsi a non farli, o anche io mi ritroverò fradicia e arrabbiata. Se il Nordafrica è nel disastro non è per “colpa“ del colonialismo, finito più di mezzo secolo fa, che in tutti casi ha scolarizzato, ma per colpa di un sistema che schiavizza le donne e non incoraggia l’impresa privata e il successo lavorativo. Questo sistema se importato in Europa ridurrà l'Europa al disastro africano, invece che integrare gli immigrati al successo europeo. In Francia vogliono riscrivere la storia “parlando dei movimenti di popolazione per via dello schiavismo, le colonizzazioni, la decolonizzazione, le immigrazioni, i rifugiati, i movimenti dei Rom e gli arrivi dovuti alle primavere arabe”. Riscrivere la storia. Cosa ci ricorda se non Orwell? Bisognerebbe valorizzare l'insegnamento dell'arabo introducendolo nelle scuole migliori e nei licei: perché sprecare risorse per imparare una lingua che non è stata usata per nessuna scoperta scientifica negli ultimi 8 secoli, che non ha scritto nessun capolavoro letterario? Dalle scuole secondarie comunque si potrà offrire anche un corso di lingue africane come “il bambara, il dioula, il lingala o lo swahili”: sono linque analfabete. La Francia -suggerisce inoltre il documento- dovrebbe assumere “la dimensione arabo-orientale così come quella afro-antillese della sua identità e uscire finalmente dalla sua attitudine postcoloniale”. Si suggerisce “la soppressione delle disposizioni scolastiche discriminatorie che vietano di portare il velo e quelle che impediscono alle mamme velate di accompagnare i figli all'entrata della scuola”. E la sbandierata laicità? Bisognerà rivedere tutti i registri lessicali usati dalle istituzioni e dai media per impedire che si descrivano le persone e quindi bisognerà vietare a tv e giornali di menzionare la nazionalità, l'origine, l'appartenenza etnica, il colore della pelle, la religione o la cultura dei soggetti protagonisti delle vicende di cronaca e, per essere sicuri che i giornalisti obbediscano, si consiglia di approntare un apposito delitto di “molestia razziale” e la creazione di una speciale corte che garantisca i diritti degli immigrati. Nel saggio France Orange Mecanique è spiegato come l’80 % dei crimini commessi in Francia siano commessi da cittadini francesi di origine islamica. Questi folli dati già sotto censura devono essere ulteriormente nascosti. La frase sarà: un cittadine francese ha commesso ieri una rapina. Se il nome del cittadino, Mohamed, viene scritto, è molestia razziale. La libertà di stampa? Si ritiene necessario riconoscere il carattere discriminante di alcune prestazioni (come i sussidi agli anziani) che vengono riconosciuti solo a chi risiede da almeno 5 anni e favorire invece l'automaticità per tutti all'accesso alle prestazioni, sopprimere la necessità di possedere la cittadinanza per accedere ad un impiego pubblico e la creazione di maggiori garanzie in materia di ordine pubblico che obblighino le forze di polizia a fornire una motivazione esplicita per giustificare ispezioni e controlli, si consiglia caldamente di spingere i comuni a dare nuovi nomi “inclusivi” a strade, piazze e luoghi pubblici che richiamino la storia delle migrazioni. La storia insegnata a scuola descrive come grandi uomini personaggi che per la maggior parte sono bianchi ed eterosessuali. Il fatto è che la storia l’hanno fatta loro. Contro la dittatura del pensiero, per la libertà, per la Pace in Terra agli Uomini volontà, perché nel Pakistan non lo possono farlo, facciamolo noi il presepe. http://www.magdicristianoallam.it/no-islam/facciamo-il-presepe-per-salvaguardare-la-nostra-civilta-dall-invasione-islamica.html

 L'ex imam della moschea di viale Jenner a Milano Abu Omar condannato a 6 anni per terrorismo internazionale. Il capo del Sismi Pollari coinvolto nel suo sequestro condannato a 10 anni! 06/12/2013 17:23:02 di L'ex imam della moschea di viale Jenner a Milano Abu Omar condannato a 6 anni per terrorismo internazionale. Il capo del Sismi Pollari coinvolto nel suo sequestro condannato a 10 anni! Abu Omar, l'ex imam della moschea milanese di viale Jenner, è stato condannato dal gup Stefania Donadeo a sei anni di reclusione, con l'accusa di associazione per delinquere con finalità di terrorismo internazionale. Una condanna che arriva al termine di un processo celebrato con rito abbreviato in contumacia, perché l'imam si trova in Egitto. Abu Omar, che undici anni fa fu prelevato da uomini della Cia, in una "extraordinary rendition" che secondo l'accusa fu portata a termine con la complicità del Sismi, era sotto indagine in un'inchiesta della Digos. Sequestrato il 17 febbraio 2003, Abu Omar fu portato in Egitto, dove subì anche torture. Dal Cairo non è mai arrivata una risposta al mandato di catura internazionale ottenuto nel 2005. L'ex imam e altri tredici stranieri avrebbero creato tra il 2000 e il 2003 un'associazione con "lo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo in Italia e all'estero", che riferiva alla sigla Ansar al Islam. Per il sequestro di cui Abu Omar fu vittima sono state emesse 33 condanne. 23 di queste, per agenti della Cia, sono definitive. Il 16 dicembre si terrà in Cassazione l'udienza per gli ex vertici del Sismi Nicolò Pollari e Marco Mancini, condannati a 10 e 9 anni di reclusione. L'ex imam di viale Jenner ha commentato la condanna all'Aki-Adnkronos International, definendola utile "solo a giustificare la grazia concessa all'agente della Cia", Joseph L. Romano III. Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha chiesto "pubbliche scuse" per i servizi segreti, che hanno "agito nell'interesse della Nazioni e a fini di sicurezza". http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lex-imam-abu-omar-condannato-sei-anni-carcere-973783.html


VIDEO - L'immagine di Fabrizio Quattrocchi un attimo prima della sua esecuzione: "Vi faccio vedere come muore un italiano"
http://www.magdicristianoallam.it/no-islam/video---l-immagine-di-fabrizio-quattrocchi-un-attimo-prima-della-sua-esecuzione--vi-faccio-vedere-come-muore-un-italiano-%281%29.html


La magistratura italiana assolve i terroristi islamici che decapitarono Fabrizio Quattrocchi in Iraq, insignito della medaglia d'oro dal presidente Ciampi per aver tenuto alto il prestigio e l'onore dell'Italia
25/11/2013 12:27:17 di Gian Micalessin. La magistratura italiana assolve i terroristi islamici che decapitarono Fabrizio Quattrocchi in Iraq, insignito della medaglia d'oro dal presidente Ciampi per aver tenuto alto il prestigio e l'onore dell'Italia
(www.ilgiornale.it) - Incredibile e raccapricciante. Non vi sono altri aggettivi per definire le motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Roma che manda assolti due degli assassini di Fabrizio Quattrocchi, la guardia privata rapita in Irak assieme a Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino che il 14 aprile 2004 davanti agli aguzzini pronti a freddarlo con un colpo alla nuca urlò «Vi faccio vedere come muore un italiano».
Quell'atto di coraggio e di dignità gli valsero una medaglia d'oro al valor civile che il presidente della Repubblica Azeglio Ciampi così motivò: «Vittima di un brutale atto terroristico rivolto contro l'Italia, con eccezionale coraggio ed esemplare amor di Patria, affrontava la barbara esecuzione, tenendo alto il prestigio e l'onore del suo Paese». Ma gli atti di un Presidente della Repubblica non valgono nulla. Motivando la sentenza che lascia impuniti Ahmed Hillal Qubeidi e Hamid Hillal Qubeidi, due responsabili del rapimento catturati durante la liberazione di Stefio, Agliana e Cupertino, i giudici spiegano che l'identità dei due non è comprovata, il loro collegamento con gruppi eversivi non è evidente e - dulcis in fundo - l'esecuzione non è un atto di terrorismo. Insomma i due imputati, catturati mentre facevano la guardia a Stefio, Agliana e Cupertino, passavano di lì per caso e non sono stati identificati con precisione neppure durante gli anni trascorsi nella galera irachena di Abu Ghraib. I nostri giudici evidentemente la sanno più lunga degli inquirenti americani e iracheni che interrogarono i due imputati vagliandone generalità e responsabilità. Verrebbe da chiedersi come, ma porsi domande troppo complesse non serve. Dietro questa sentenza e le sue motivazioni non c'è il codice penale, ma l'ideologia. La stessa ideologia formulata dal giudice Clementina Forleo che nel gennaio 2005 assolse dall'accusa di terrorismo il marocchino Mohammed Daki e i tunisini Alì Toumi e Maher Bouyahia pronti a trasformarsi in kamikaze islamici in Irak. Nella motivazione del caso Quattrocchi quell'ideologia raggiunge la perfezione. Pur di mandare liberi due assassini i giudici arrivano a mettere in dubbio che l'uccisione di un eroe italiano decorato con la medaglia d'oro sia un atto terroristico. E per convincerci scrivono che «non è chiaro se quell'azione potesse avere un'efficacia così destabilizzante da poter disarticolare la stessa struttura essenziale dello stato democratico». Una motivazione sufficiente a far assolvere anche gli assassini di Moro visto che neppure quell'atto bastò a disarticolare lo stato italiano. Ma i magistrati superano se stessi quando tentano di convincerci che il collegamento dei due sospettati con i gruppi eversivi non è provato. L'assassinio di Quattrocchi viene deciso, come tutti sanno, per far capire al nostro governo che solo accettando il ritiro dall'Irak verrà garantita la salvezza degli altri rapiti. Ma evidentemente ricattare l'Italia uccidendo un suo cittadino e tenendone prigionieri altri tre per 58 giorni non è un atto sufficientemente eversivo. E a far giudicare eversori e terroristi gli assassini di Quattrocchi non basta neanche l'ammissione di uno degli aguzzini che racconta all'ostaggio Cupertino di aver partecipato all'attentato di Nassirya costato la vita a 19 italiani. Quelle per i magistrati sono semplici vanterie. Ma non stupiamoci troppo. Il problema anche qui non è la giustizia, bensì l'ideologia. In Italia, persino nelle aule giudiziarie, qualcuno continua a ritenere che le uniche vite preziose siano quelle di chi la pensa come lui. Soprattutto se quelli come lui sono «umanitari» di sinistra come le due Simone o giornaliste «democratiche» come Giuliana Sgrena. Le vite di chi non la pensa allo stesso modo invece valgono poco o nulla. Per questo uccidere l'eroe Fabrizio Quattrocchi non è reato.
http://www.ilgiornale.it/news/interni/lideologia-contro-quattrocchi-i-killer-non-erano-terroristi-970488.html


 Se Maometto fosse vissuto oggi l’avremmo arrestato per pedofilia? E' peggio il caso baby squillo o le spose bambine? 18/11/2013 20:55:31 di Se Maometto fosse vissuto oggi l’avremmo arrestato per pedofilia? E' peggio il caso baby squillo o le spose bambine? (da www.ilcorrieredelleregioni.it) - In Italia è il caso del momento, parliamo delle "baby squillo": ragazzine di 14-16 anni che si prostituiscono con attempati signori per comprarsi il capo firmato e - in alcuni casi con l'aggravante - di una "madre" condiscendente, formato maitresse, che è quello che probabilmente e giustamente scandalizza l'opinione pubblica italiana. Questo caso giudiziario comunque è la foto della nostra società allo sbando, è il risultato di decenni di programmi Tv e giornali spazzatura che promuovono nei bimbi ruoli da "veline" per le femminucce e di "calciatori" per i maschietti. E ora cosa ci meravigliamo se ci troviamo in casa delle "escort" e dei "calciatori stranieri" -i nostri figli evidentemente sono solo dei viziati e smidollati bamboccioni - ad allietare le nostre pigre domeniche stile "Panem et circenses": una società raccoglie quel che semina. Ma quello che dovrebbe scandalizzare l'opinione pubblica, evidentemente pilotata dai media nazionali e dalla ormai vetusta "politically correct post 68ina" sono anche altri episodi spesso sottaciuti, situazioni che possiamo vedere quotidianamente sotto i nostri occhi in quella che è divenuta la Babele Italia. In particolare mi riferisco a cittadini stranieri residenti in Italia - anche clandestinamente - provenienti da altre culture e religioni a cui però vengono applicati degli incredibili principi della "doppia morale" nei casi della stampa e Tv e "doppia legislazione" da parte dei giudici quando delinquono! Cosa che viste le statistiche di reati e popolazione carceraria avviene assai frequentemente. I principali accusati, scusate sono sempre loro gli "amici islamici" che evidentemente tanto amici non lo sono, visto che di integrarsi o perlomeno rispettare le regole non ne vogliono proprio sapere, anzi semmai il contrario. Visti i loro usi e costumi -infibulazione, escissione, 4 mogli, lapidazione e leggi del taglione- e nel nostro caso rapportandolo al caso delle baby squillo, perché non ci domandiamo con tono volutamente provocatorio: "Con 60 milioni di spose bambine nel mondo e lo stesso Profeta Maometto che tra le innumerevoli mogli e concubine - una cinquantina - beato lui, ne aveva una di 8 anni! Cosa facciamo un mandato d'arresto internazionale al profeta?". Il problema islamico e del meticciato culturale non è solo italiano, l'Italia è stata l'ultima ad affrontare il problema, non avendo una grossa tradizione coloniale, ma in questi anni si è rifatta alla grande accogliendo milioni di stranieri che di fatto hanno cambiato radicalmente il volto alle nostre città e il conseguente modo di vivere: "Siamo arrivati a festeggiare più il Ramadan e Halloween che il Natale!" . Inghilterra, Francia e Germania il problema lo conoscono bene specie nei confronti degli islamici provenienti dai relativi paesi e tutti i loro governanti hanno ammesso recentemente il colossale "fallimento della politica multiculturale". Il turco in Germania farà il turco, parlando la sua lingua, praticando la sua religione ecc. ecc. idem il pachistano in Gran Bretagna o l'algerino i Francia, bella scoperta in fin dei conti anche noi italiani lo abbiamo fatto ed in tempi non proprio così lontani, anche se con le opportune differenziazioni socio-culturali e religiose. Il punto nodale è semplicissimo e deriva dal fatto che le leggi islamiche sono incompatibili con le nostre leggi europee nazionali, della UE e sopratutto con le normative internazionali e le carte sui diritti dell'uomo - punto - il resto sono chiacchiere. Molto è stato scritto, sopratutto dopo l'11 settembre 2001, spesso con valore profetico da Oriana Fallaci, da Kahled Fouad Allam, da Magdi Allam e ancor prima da Samuel Huntigton e Roger Scruton ma di quest'ultimo citerei un passaggio chiave, delle considerazioni veramente importanti per capire la portata del problema islam: "La civiltà occidentale si è lasciata alle spalle il proprio credo religioso e il proprio testo sacro, e ha riposto la propria fiducia non tanto nelle certezze religiose, quanto nella discussione aperta, nella prova, nell'errore e nell'onnipresenza del dubbio. La cosa strana, tuttavia, è che se la civiltà islamica è lacerata dai conflitti, quella occidentale sembra avere in sé un'intrinseca tendenza all'equilibrio. Le libertà che i cittadini occidentali danno per scontate, sono assai sentite nei paesi islamici, e se nessun cittadino occidentale fugge dall'Occidente, il 70% dei profughi nel mondo è rappresentato da mussulmani, che fuggono dai luoghi in cui la loro religione è la dottrina ufficiale. Inoltre questi profughi fuggono tutti verso l'Occidente, riconoscendo che nessun altro luogo è in grado di assicurare le opportunità, le libertà e la sicurezza che essi disperano di trovare nel loro paese. Ugualmente strano, tuttavia, è il fatto che una volta arrivati in Occidente, molti profughi mussulmani cominciano a maturare un odio della società che li circonda, e aspirano a vendicarsi per una colpa talmente atroce che l'unica giusta punizione è addirittura la distruzione totale. Più strano ancora è il fatto che quei mussulmani che si stabiliscono, si integrano e acquisiscono un certo grado di fedeltà alle istituzioni e ai costumi occidentali, spesso allevano dei figli che, malgrado siano cresciuti in Occidente, s'identificano nell'opposizione ad esso - con un antagonismo così fiero - da sfociare in un desiderio di annientamento. Una risposta superficiale a questi fatti sconvolgenti è quella di attribuire la responsabilità all'islam - per affermare, con un innegabile grado di plausibilità, che esso è un fossile medioevale, inadatto alle condizioni moderne, e incapace di adeguarsi agli straordinari cambiamenti sociali, economici e demografici che hanno scosso il nostro pianeta. Ma se le "moderne condizioni" non sono altro che quelle provenienti dall'estensione a livello globale della tecnologia, delle istituzioni e della libertà politica occidentali, perché accusare l'islam di rifiutarle, quando esse, di rimando, comportano il rifiuto di un'idea sulla quale si fonda l'islam, una volontà divina immutabile, rivelata una volta per tutte al suo profeta, nella forma di un codice di norme immodificabile e inviolabile?" (da: Roger Scruton, L'Occidente e gli altri, 2004). L'elenco delle incompatibilità è abbastanza lungo e lo conosciamo ormai bene, vivendole quotidianamente con notizie per noi occidentali talvolta incredibili, aspettando che la "Primavera" araba - quella vera - risvegli le coscienze di molti mussulmani moderati o meglio ancora, auspicando ad una unità religiosa, magari con un "Papa" islamico. Nel frattempo assistiamo solo ad un feroce rigurgito di generale "nazionalismo religioso", rappresentato dal partito dei Fratelli Mussulmani, e cosa incredibile anche in paesi storicamente a noi vicini come la Turchia e l'Egitto. A noi occidentali non ci rimane altro che auspicare una rinata consapevolezza del nostro passato, senza complessi di colpe per criticabili politiche coloniali del passato o conflitti, anche razziali della storia; la capacità di imporre con determinazione la Carta internazionale dei diritti dell’uomo, senza sotterfugi o sterili ingiustificate deroghe. Siamo noi che abbiamo bisogno di una "Primavera della civiltà occidentale" che da tempo ha letteralmente perso la bussola e il semplice rispetto per se stessa. http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php option=com_content&view=article&id=2667:arrestate-il-profeta&catid=51:editoriali&Itemid=74


 Lezioni di Corano alla scuola pubblica 28/10/2013 09:45:41 di Alberto Giannoni Lezioni di Corano alla scuola pubblica (Il Giornale) - Una scuola di lingua araba e di Corano in una scuola pubblica. Nella Milano di frontiera scoppia un nuovo caso. Siamo in zona 9. Tutto nasce dalla cooperativa «Diapason», che ha chiesto di utilizzare due aule della scuola «Verga» di via Asturie. Per un laboratorio di lingua araba. E «per insegnare a memoria il Corano» aggiungono Pdl e Lega. La delibera è stata approvata a maggioranza. Ha votato a favore la sinistra. Hanno votato contro il centrodestra e l'Udc. La polemica è a tutti i livelli. «Intanto - spiega il consigliere comunale del Carroccio, Alessandro Morelli - c'è una disparità di trattamento con le altre associazioni del quartiere. Tutti chiedono spazi e strutture. Non a tutti viene convesso gratuitamente». L'anno scorso, in presenza di una richiesta identica, Morelli aveva interrogato l'allora vicesindaco, Maria Grazia Guida: «Mi rispose che la cosa non costava niente al Comune - ricorda oggi Morelli - una cosa assurda». Nella risposta della Guida pubblicata on line dai leghisti, in effetti, si legge che «unica spesa a carico del Comune è quella del riscaldamento». «La cooperativa ha accesso autonomo ai locali» precisava la vicesindaco, aggiungendo che «la pulizia delle aule viene eseguita dai genitori dei bambini frequentanti il laboratorio». «In ogni caso - aggiunge Morelli - io contesto proprio l'impostazione. È chiaro che iniziative del genere fanno a pugni con l'idea dell'integrazione che sbandiera l'Amministrazione comunale. Io credo che sarebbero più utili corsi non solo sulla lingua ma anche sulla cultura e la storia italiana e milanese, anche perché molti dei figli di immigrati, in particolare quelli che non sono nati qui, difficilmente la conoscono, non per colpa loro». «Il corso - si legge nella relazione firmata dalla presidente di commissione Antonella Loconsolo - è di lingua e cultura, e affianca all'apprendimento della lingua anche nozioni di storia, geografia e matematica». «In realtà - spiega il consigliere di zona del Pdl Gabriele Legramandi - sono stati distribuiti volantini in lingua. I miei colleghi li hanno fatti tradurre scoprendo che si parla anche di lezioni di Corano, lezioni mnemoniche, per bambini piccoli». «D'altra parte - aggiunge - la presidente della zona (Beatrice Uguccioni del Pd, ndr) ha presentato un emendamento che sancisce formalmente il fatto che ci sia anche questo tipo di attività. I consiglieri della maggioranza sono tutti favorevoli», dice Legramandi. Un consigliere di Fratelli d'Italia ha presentato un emendamento di segno opposto, allegando il volantino. La commissione ha votato a favore a maggioranza «considerata la valenza culturale dell'iniziativa», «la gratuità», e «considerato che numerosi studi testimoniano che coltivare la lingua madre facilita, anziché ritardare, l'apprendimento corretto della lingua del paese ospitante». «Ma, per capire il clima in cui si è parlato di questa iniziativa - dice ancora Legramandi - posso riferire il fatto che nel corso della discussione in commissione ho chiesto più volte chiarimenti - semplici chiarimenti e non critiche di principio sulla fede islamica - che non mi sono stati dati. La presidente di commissione, che è di Sel, non intendeva lasciarmi parlare. E avendo io insistito sono stato insultato da altri due componenti la commissione, che mi hanno mandato a quel paese dandomi del “ciellino”, cosa che peraltro neanche sono». http://www.ilgiornale.it/news/milano/lezioni-corano-scuola-pubblica-962234.html


Magdi Cristiano Allam: "Un grave errore la moschea di Colle Val D'Elsa finanziata dal Monte dei Paschi e co-gestita dal Comune" Magdi Cristiano Allam: COLLE DI VAL D'ELSA - Il 19 Maggio del 2013, il giornalista, scrittore ed europarlamentare, Magdi Cristiano Allam, nato in Egitto e nel 2008 convertitosi al Cristianesimo, dalle colonne de Il Giornale scriveva: "A Colle Val D'Elsa la nuova moschea italiana megafono dell'integralismo islamico". E ancora: "Stiamo assistendo, per molti inconsapevolmente per altri irresponsabilmente, all'evoluzione della specie dell'islamicamente corretto in Italia. All'inizio c'è stata la Moschea di Segrate, la prima con cupola e minareto, concessa in ambito locale in ossequio alla volontà della comunità islamica straniera di mettere radici nel nostro Paese. Dopo è sorta la Grande Moschea di Roma, finanziata dall'Arabia Saudita, voluta in ambito nazionale dalla classe politica che ha governato nella Prima Repubblica come monumento alla scelta dell'Italia di allearsi e di sottomettersi ai detentori del dio petrolio sulle altre sponde del Mediterraneo. Ora, finalmente, nel contesto della globalizzazione ispirata dal multiculturalismo e dalla finanza speculativa, si inaugurerà la Moschea di Colle Val D'Elsa voluta ed amministrata da un'istituzione pubblica italiana, il Comune (gestito da sempre dai comunisti e dai loro discendenti), finanziata con complessivamente 500 mila euro da una banca italiana, il Monte dei Paschi di Siena, per il tramite della sua Fondazione (anch'essa nelle mani dei comunisti e dei loro discendenti). Così come sarà la prima moschea che in Italia rappresenterà e fungerà da cassa di risonanza della cosiddetta Primavera araba".
Riguardo a quest’ultimo argomento della cosiddetta “Primavera araba”, Magdi Allam, che fra l’altro, è sotto scorta, ha un pensiero altrettanto chiaro: “La più colossale menzogna mediatica che ha consentito l'avvento al potere degli integralisti e degli estremisti islamici proprio di fronte a casa nostra, accettando generose donazioni del Qatar e dell'Arabia Saudita (il costo complessivo della moschea è di 1,5 milioni di euro), che sono proprio quelli che finanziano i terroristi islamici che stanno massacrando cristiani e minoranze islamiche non sunnite”.
Gli italiani e tutto il mondo, ricordano bene, le immagini delle popolazioni del Nord Africa scendere in strada per protestare e chiedere una ventata di novità. Egitto, Tunisia ecc. Neanche a farlo apposta, proprio oggi, anche in Tunisia, dopo i recenti fatti egiziani, dove i Fratelli Musulmani sono stati scalzati dai militari, il partito islamista Ennahda, tacciato di essere filo-integralista, è in serie difficoltà per le proteste di piazza.
Pensiero chiaro, chiarissimo, quello di Allam. Quel giorno, per Colle è arrivato. Oggi c’è stata l’inaugurazione della Moschea, fortemente voluta dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni. Esempio di democrazia? Di multiculturalismo? “Ho seguito attentamente la vicenda della Moschea di Colle - ha commentato Allam, raggiunto telefonicamente - e partecipai anche di persona alle trattative con il Sindaco Brogioni, Feras Jabareen, capo della comunità musulmana di Colle e all’epoca, immaginavo che quest’ultimo, fosse persona moderata e che non avesse nulla a che fare con l’UCOII (Unione delle Comunità ed Organizzazione Islamiche in Italia). Poi scoprii di essere stato ingannato perché Jabareen è parte integrante dell’UCOII. L’associazione islamica che ha negoziato con il Comune di Colle e che ha ottenuto dei soldi a fondo perduto da parte della Fondazione MPS è parte integrante dell’UCOII e nell’accordo si parla del fatto che questo bene entra a far parte dei beni demaniali dell’UCOII stessa. Questo è un fatto gravissimo perchè non solo è una Moschea finanziata da parte di una Banca italiana e da un’amministrazione comunale ma anche perché nasce da un accordo tra Comune e la cosiddetta Associazione Islamica di Colle con un organo gestionale al cui interno ci sono rappresentanti sia del Comune che della comunità islamica. C’è dunque una legittimazione da parte di un amministrazione pubblica italiana a una Moschea dell’UCOII che in Italia, sul piano ideologico rappresenta i Fratelli Musulmani”.
Sta soprattutto qui la preoccupazione di Allam, nel collegamento tra l’UCOII e i Fratelli Musulmani, da poco scalzati dall’esercito, per esempio in Egitto, anche per essere stati tacciati di filo-integralismo. Per questo Allam, considera la cosiddetta “Primavera araba” una menzogna mediatica, perché nei Paesi dove è avvenuta ha portato al potere formazioni islamiste non certo moderate. “I Fratelli musulmani sono un movimento estremista islamica - incalza Magdi Allam – che anche recentemente anche in Egitto, in Siria, sta dimostrando la sua efferatezza, la sua determinazione nell’imporre la legge coranica”. Collegamento diretto, quindi, tra UCOII e Fratelli Musulmani: “ E’ un tema che ho già affrontato in passato. Diciamo che l’UCOII non fa parte ufficialmente dai Fratelli Musulmani, di fatto gli elementi di spicco dell’UCOII sono rappresentanti di associazioni che rappresentano i Fratelli Musulmani. Per esempio – continua Allam - Anche alle ultime elezioni in Tunisia, ci sono stati un paio di giovani tunisini residenti in Italia che hanno partecipato alle elezioni in Tunisia nelle file di Ennahda che sono i Fratelli Musulmani in Tunisia. Non c’è un inquadramento ufficiale, ma c’è sicuramente una adesione ideologica che non viene mai smentita questa contiguità ideologica da parte dei personaggi dell’Ucoii che frequentano ambienti legati ai Fratelli Musulmani. Questo è il punto” .
“Il Comune di Colle – incalza Allam – ha fatto un grave errore. Si è prestato a questa costruzione". No alle moschee, quindi? “Sono decisamente contrario alla presenza di moschee in Italia. Oggi la priorità è quella di porre un argine all’invasione islamica, che sull’altra sponda del Mediterraneo sta dilagando e che anche in Italia ed Europa sta avvenendo attraverso proprio la rete delle moschee, delle scuole coraniche, degli enti assistenziali e finanziari e, nel caso della Gran Bretagna, addirittura attraverso i tribunali islamici. Dobbiamo essere molti rigorosi in questo. No alle nuove moschee in Italia. Una volta che ci sono diventando degli avamposti , delle fortezze al cui interno poi si crea uno Stato nello Stato”. E con la libertà religiosa, uno dei motivi cardine dei “fautori” del progetto Moschea? Come la mettiamo? “Tengo a precisare, però, che è opportuno distinguere tra le persone e le religioni, tra i musulmani come persone e l’Islam come religione. Riconosco pari dignità alle persone di ogni fede. Rispetto per tutti indistintamente, ma non è affatto vero che tutte le religioni siano uguali. L’Islam non è una religione che rispetta i diritti fondamentali della persona. Rispetto, quindi, per le persone e per la libertà religiosa, ma per l’Islam e le moschee è un altro discorso, noi non possiamo essere islamici degli islamici. Temiamo presente che le moschee nei paesi islamici sono considerate luoghi da tenere sotto stretta sorveglianza. Quando in Egitto, per esempio, l’esercito ha deciso di porre fine all’arbitrio dei Fratelli Musulmani, in quel momento al potere, è dovuto piombare dentro una delle loro moschee, dal cui minareto i Fratelli Musulmani sparavano contro l’esercito e ha dovuto fare piazza pulita dentro la Moschea. Quindi – conclude Allam - la moschee non sono l’equivalente delle chiese o delle sinagoghe. Questo dobbiamo tenerlo presente. E’ pur vero che i musulmani non sono terroristi, ma è pur vero che tutti i terroristi islamici sono diventati terroristi dentro le Moschee. Io stesso sono testimone di due imam della Moschea di Roma, espulsi dall’Italia per le loro prediche infuocate. Queste sono le Moschee…”

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Come dissuadere i musulmani a venire in Occidente? Sappiano tutto ciò che fa parte della nostra realtà e che contrasta con l'islam
05/10/2013 17:58:57 di Giancarlo Matta

Come dissuadere i musulmani a venire in Occidente? Sappiano tutto ciò che fa parte della nostra realtà e che contrasta con l'islam. Monito ai veri musulmani desiderosi di giungere da Noi. Qualche tempo fa avevo segnalato alcuni aspetti dell’islamismo che sono in diretto contrasto con il Nostro Codice Penale. E’ necessario ricordare che in Italia la Legge è eguale per tutti? E annotando quel che annotai, le conseguenze e la conclusione furono -e restano- ovvie. Ora, avendo tratto spunto da un recente articolo di Daniel Pipes, provo a elencare alcuni diffusissimi e caratterizzanti aspetti della Nostra vita sociale. Aspetti normali, i quali non hanno necessariamente a che vedere col Codice Penale (salvo specifici abusi). Aspetti che non possono non provocare fortissime tensioni nella coscienza di un vero islamico. Prendiamo in considerazione alcuni degli aspetti ed elementi della Nostra Civiltà i quali per i veri islamici -rifugiati o immigrati che siano- sono dal loro credo espressamente proibiti, e che essi eviterebbero rimanendo in paesi governati dalla legge islamica.
• I cani (milioni dei quali vivono in Europa).
• La cucina a base di carne di maiale e grassi derivati; una vita sociale ricca di moltissime bevande con molto alcool, del quale spesso è pubblicamente incoraggiato il consumo.
• Le lotterie sponsorizzate dallo Stato; le sale pubbliche da gioco d’azzardo.
• Le scuole pubbliche e private di ogni ordine, con classi miste.
• Le visite mediche effettuate da medici del sesso opposto a quello del paziente.
• Le donne che lavorano e non di rado occupano posti pari o addirittura gerarchicamente superiori a quelli maschili, addirittura anche nella Pubblica Amministrazione.
• La pubblicità commerciale con molte immagini femminili sessualmente allusive.
• Le donne vestite in modo “immodesto”.
• i balli, le discoteche, la musica.
• i concorsi di bellezza in costume da bagno.
• le donne “single” che vivono da sole.
• la generale -e non di rado incoraggiata- promiscuità sessuale.
• i pubblici bagni, piscine e palestre misti.
• la prostituzione legale o comunque pubblica.
• la omosessualità socialmente esibita (… e tra un po’ anche incoraggiata).
• i bar frequentati da lesbiche sole o in gruppo.
• le pride-parades, i matrimoni lesbo e gay.
• Il giorno di venerdì non celebrato come festivo.
• Un atteggiamento lassista verso l’uso degli stupefacenti, con alcune droghe legalizzate in certe giurisdizioni. (Quanto al semplice spaccio a terzi delle medesime sostanze, pare questo non sia vietato espressamente dal libro sacro dei musulmani…)
• I libri blasfemi, i politici contrari al Corano e alla islamizzazione della Nostra Società, le estese organizzazioni Nazionali e internazionali di Atei-Agnostici, le vignette satiriche su (TUTTE) le religioni, le organizzazioni dei musulmani apostati, un pastore protestante americano che brucia ripetutamente e pubblicamente copie del corano, suscitando grandi consensi. Ohibò !
• Eccetera, Eccetera… . (SARO’ GRATO DI RICEVERE DAI CORTESI LETTORI ALTRI UTILI ESEMPI.)
Pertanto, se i veri musulmani restassero o si stabilissero in Paesi islamici eviterebbero il grave disadattamento e le tentazioni quotidiane presentate dalla normale vita in Occidente, i quali compromettono pesantemente la loro purezza.
Propongo che manifesti elencanti quanto sopra vengano affissi in luoghi pubblici italiani. In particolare dalle parti di Lampedusa. Magari scritti in arabo. Sperando, sia beninteso, che chi giunge dalle Nostre parti sappia e voglia leggere.


 Corpi decapitati, castrati, con occhi strappati e dita mozzate appesi a ganci: le atrocità dei terroristi islamici nel centro commerciale di Nairobi 30/09/2013 19:48:45 di Paul Bentley Corpi decapitati, castrati, con occhi strappati e dita mozzate appesi a ganci: le atrocità dei terroristi islamici nel centro commerciale di Nairobi (www.dailymail.co.uk) - I soldati hanno parlato di orribili torture inflitte dai terroristi nella strage al centro commerciale di Nairobi, ieri, affermando che degli ostaggi erano stati smembrati, che erano stati cavati loro gli occhi e che erano stati lasciati appesi a ganci sul soffitto. È stato riferito che gli uomini, prima di essere accecati e impiccati, erano stati castrati e avevano le dita mozzate con pinze. I bambini, è stato affermato, sono stati trovati morti nei frigoriferi con i coltelli ancora conficcati nei corpi. Come riferito, la maggior parte dei terroristi uccisi, nel frattempo, sono stati scoperti “ridotti in cenere”, bruciati dall'ultimo estremista ancora vivo per cercare di proteggerne le identità. I raccapriccianti dettagli, come le prime immagini emerse dall´interno delle macerie del palazzo, sono arrivati ieri e mostrano mucchi di corpi abbandonati sul pavimento. Un terzo del centro commerciale è stato distrutto nella battaglia tra terroristi e le truppe del Kenya. Si teme che sepolti sotto le macerie vi siano i corpi di ben 71 civili che sono stati dichiarati dispersi dalla Croce Rossa keniana . Con gli investigatori, tra cui la FBI e la polizia metropolitana, non ancora in grado di raggiungere la parte distrutta del centro commerciale per paura di innescare esplosivi, potrebbe volerci fino a una settimana per determinare esattamente chi è ancora dentro. Ieri, i soldati e i medici, che sono stati tra le prime persone ad essere entrate nel centro commerciale dopo che martedì è stato riconquistato, hanno parlato di scene orribili. “Si trovano persone appese al tetto con ganci”, ha detto un medico del Kenya, che ha chiesto di non essere nominato. “Hanno strappato gli occhi, le orecchie, il naso. Prendono la tua mano e la affilano come una matita poi ti dicono di scrivere il tuo nome con il sangue. Infilzano con i coltelli il corpo di un bambino”. “In realtà, se si guarda a tutti i corpi, salvo le persone che si sono messe in fuga, le dita sono tagliate e i nasi sono stati strappati con delle pinze. Qui c´è stato dolore”. Un soldato, che ha scattato delle immagini al banco pane e all´Artcaffè, ha detto che era così traumatizzato da quello che ha visto che ha dovuto cercare supporto. Esperti artificieri con cani addestrati, ieri, stavano meticolosamente setacciando la parte dell'edificio ancora in piedi alla ricerca di esplosivi, prima di lasciare il campo agli ufficiali di medicina legale, alla polizia e alle truppe per la ricerca di corpi. Anche le immagini emerse rivelano la vera portata della distruzione causata al centro commerciale durante la battaglia di quattro giorni tra le forze del Kenya e militanti islamici. Le prime foto scattate all'interno del sito mostrano un buco nel tetto del centro commerciale, crollato per tre piani quando, come ha riferito un funzionario del governo, i soldati keniani hanno sparato granate all'interno del complesso, buttando giù una colonna di sostegno. Passeggini per bambini sono stati abbandonati a pochi metri dal cratere aperto, così come le auto sono pericolosamente in bilico sul bordo. Sotto ancora molti più veicoli si trovano accatastati uno sopra l'altro, in frantumi. Il crollo è avvenuto lunedì quando le truppe governative hanno lanciato un massiccio attacco sul centro commerciale, dove, si pensa, siano state uccise fino a 150 persone. Durante il conflitto a fuoco, come riferito, agli ostaggi è stata tagliata la gola da orecchio a orecchio e sono stati gettati, urlando, dai balconi del terzo piano. In questo modo l'assedio è giunto ad una fine sanguinosa. La squadra di medicina legale, che sta ancora cercando tra le montagne di macerie, teme che possano essere ritrovati molti più corpi. Le truppe keniane, traumatizzate, hanno riferito che l'interno del centro commerciale, a conduzione israeliano, sembrava una “scena di un film dell'orrore”, con schizzi di sangue dappertutto e cadaveri sparsi sul pavimento. L´attacco principale dell'operazione è iniziato alle 6:00 di lunedì, quando truppe ed elicotteri hanno circondato l'edificio, anche se i loro sforzi sono stati ostacolati da un cecchino di Al Shabaab, che è riuscito a bloccarli per quasi 24 ore. I gas lacrimogeni sono stati utilizzati per cercare di stanarlo. Un altro terrorista, come riferito, si è fatto esplodere. Si ritiene che l'incendio che ne è derivato potrebbe aver ucciso decine di clienti in un supermercato. Il giorno seguente, ai soldati è stato ordinato di adottare la politica “sparare per uccidere” e di lanciare l'attacco finale al gruppo terroristico sul tetto del centro commerciale, alle 5:00. Il centro commerciale è stato riconquistato circa mezz'ora più tardi. Si pensa, secondo funzionari keniani, che siano stati tra i 10 e i 15 terroristi a prendere d´assalto il centro commerciale. La polizia ha detto che cinque insorti sono stati uccisi nella battaglia e almeno 10 sono stati presi in custodia. http://www.dailymail.co.uk/news/article-2434278/Kenya-mall-attack-torture-claims-emerge-soldiers-Eyes-gouged-bodies-hooks-fingers-removed.html

 In una lettera aperta don Guy Pagès condanna Papa Francesco per aver legittimato l'islam 29/09/2013 17:35:28 di don Guy Pagès In una lettera aperta don Guy Pagès condanna Papa Francesco per aver legittimato l'islam Santissimo Padre, Sia lodato il nostro Signore Gesù Cristo, che vi ha dato la missione di guidare la sua Chiesa! Permettetemi in nome d'inumerevoli persone scioccate dalla vostra lettera ai musulmani in occasione dell' Id al-Fitr [1] e, in virtù del canone 212 § 3 [2], di condividere con lei le riflessioni di questa lettera aperta. Salutando con "grande piacere" i musulmani in occasione del Ramadan, tempo considerato speso "al digiuno, alla preghiera e all'elemosina", lei sembra ignorare che il digiuno del Ramadan è tale che "la spesa media di una famiglia che lo pratica aumenta del 30 %" [3], che l'elemosina musulmana è destinata ai soli musulmani bisognosi e che la preghiera musulmana consiste nel rifiutare cinque volte al giorno la fede nella Trinità e in Gesù Cristo, chiedendo la grazia di non seguire il percorso degli smarriti ossia dei cristiani ... Inoltre, durante il Ramadan, aumenta la criminalità in modo vetiginoso [4]. C'è veramente, in queste pratiche, qualche motivo possibile d'elogio? La sua lettera afferma che dobbiamo avere stima per i musulmani e "soprattutto per i loro capi religiosi" ma non si dice a qual titolo. Dal momento che si sta parlando di loro come di musulmani, ne consegue che la stima è anche per l'Islam. Ora cos'è l'Islam per un cristiano se, dal momento che "nega il Padre e il Figlio" (1 Gv 2, 22), si presenta come uno dei più potenti Anticristo che vi siano, in numero e in violenza (Ap 20, 7-10)? Come possiamo stimare sia Cristo sia ciò che gli si oppone? Il suo messaggio fa poi notare che "le dimensioni della famiglia e della società sono particolarmente importanti per i musulmani in questo periodo" di Ramadan, ma quel che non dice è che il Ramadan serve da forte mezzo di condizionamento sociale, di oppressione, di sottomissione al totalitarismo islamico, in breve di negazionte totale del rispetto da lei evocato... Così l'articolo 222 del Codice penale marocchino recita: "Chiunque, noto per la sua appartenenza alla religione musulmana, rompe ostentatamente il digiuno in un luogo pubblico durante il periodo del Ramadan, senza motivi consentiti da questa religione, è punito con la reclusione da uno a sei mesi e da una multa". E si tratta del moderato Marocco... Che tipo di "paralleli" riesce a trovare tra "la dimensione della famiglia e della società musulmana" e "la fede e la pratica cristiana", dal momento che lo stato della famiglia musulmana prevede la poligamia (Corano 4, 3, 33, 49; 52, 59), il ripudio (Corano 2, 230), l'inferiorità ontologica e giuridica delle donne (Corano 4, 38; 2, 282; 4, 11), la possibilità per il marito di picchiare la moglie (Corano 4, 34), ecc.? Quali analogie ci possono essere tra la società musulmana costruita per la gloria dell'Unico e che, di fatto, non può tollerare l'alterità o la libertà né, di conseguenza, distinguere le sfere religiose e spirituali dal resto? "Tra noi e voi è inimicizia e l'odio per sempre fino a quando non crederete nel solo Allah!" (Corano 60, 4). Quali analogie con la società cristiana, costruita per la gloria di Dio Uno e Trino che promuove il rispetto delle legittime differenze? Piuttosto, per “parallelo”, non si dovrebbe comprendere quanto non si assomiglia e si accosta ma quanto, al contrario, non si avvicina assolutamente? Non è evidente solo in questo caso la chiarezza della sua dichiarazione? Lei propone ai suoi interlocutori di riflettere su "la promozione del rispetto reciproco attraverso l'educazione", suggerendo che essi condividono con lei gli stessi valori di umanità, di "rispetto reciproco". Ma non è questo il caso. Per un musulmano, non è la natura umana a far da riferimento e neppure il bene conoscibile dalla ragione: l' uomo e il suo bene non sono quello a cui si appella il Corano. Il Corano insegna ai musulmani che i cristiani, perché cristiani, "sono impurità" (Corano 9, 28) , "il peggio del creato" (Corano 98, 6 ), "i più vili degli animali" (Corano 8,22; cfr. 8,55) [5] ... Perché l'Islam è la vera religione (Corano 2, 208; 3, 19; 85), che dominerà su tutte le altre, per sradicarle completamente (Corano 2, 193 ); coloro che non sono musulmani possono essere solo pervertiti e maledetti (Corano 3, 10, 82, 110; 4, 48, 56, 76, 91; 71, 44 ; 9, 17,34; 11, 14; 13, 15, 33; 14.30 , 16,28-9; 18, 103-6; 21, 98; 22, 19-22, 55; 25, 21; 33, 64; 40, 63; 48,13), che i musulmani devono combattere costantemente (Corano 61, 4,10-2; 8, 40; 2, 193) con l'inganno (Corano 3, 54; 4, 142; 8, 30; 86,16), il terrore (Corano 3,151; 8, 12, 60; 33, 26; 59, 2), e tutti i tipi di punizione (Corano 5, 33; 8, 65; 9, 9, 29, 12; 25, 77), come la decapitazione (Corano 8, 12 Corano 47, 4) o la crocifissione (Corano 5, 33) per eliminare (Corano 2, 193; 8, 39; 9, 5, 111, 123; 47, 4) e infine distruggere (Corano 2, 191; 4, 89, 91; 6, 45; 9, 5, 30, 36, 73; 33, 60-2: 66, 9). "O voi che credete! Combattete a morte gli increduli che sono presso voi e che trovino in voi crudeltà ..." (Corano 9, 124) "Che Allah li maledica!" (Corano 9, 30 cfr. 31, 51; 4, 48) … Santo Padre si può mai dimenticare, quando ci si rivolge a dei musulmani, che non possono riferirsi al di fuori del Corano? Lei si appella "al rispetto per ogni persona [...] Prima di tutto per la sua vita, per l'integrità fisica, per la sua dignità con i diritti derivanti, per la sua reputazione, il suo patrimonio, la sua identità etnica e culturale, le sue idee e le sue scelte politiche". Non può influenzare le disposizioni date da Allah, che sono immutabili, e ho elencato alcune tra esse. Ma se noi rispettiamo “le idee altrui e le scelte politiche”, come ci possiamo, allora, opporre alla lapidazione, all'amputazione e a ogni sorta di altre pratiche abominevoli comandate dalla Sharia? Il suo bel discorso non può smuovere i musulmani che non hanno lezioni da imparare da noi, essendo "impurità" (Corano 9, 28). E se, nonostante tutto, le applauderanno come hanno fatto in Italia, è perché la politica della Santa Sede serve notevolmente ai loro interessi facendo passare la loro religione come rispettabile agli occhi del mondo, pensando che porti a considerare i valori universali da lei preconizzati ... Le applaudiranno fintanto che saranno, come in Italia, una minoranza. Ma quando essi non lo saranno più, succederà quanto accade ovunque sono maggioranza: ogni gruppo non musulmano dovrà scomparire (Corano 9,1; 47, 4; 61, 4; ecc.) o pagare la jyzaia per acquistare il diritto di sopravvivere (Corano 9, 29). Lei non può ignorare tutto questo ma come può, nascondendolo agli occhi del mondo, promuovere l'espansione dell'Islam davanti ad innocenti o ingenui così abusati? Forse lei osserva i complimenti che le sono stati inviati come segno di fecondità del suo atteggiamento? Allora lei ignora il principio della takyia che comanda di baciare la mano che il musulmano non può tagliare (Corano 3, 28; 16, 106). Ma che valgono tali scambi di cortesia? San Paolo non ha detto: "Se cerco di piacere agli uomini, non sarò servitore di Cristo" (Gal 1, 10)? Gesù ha dichiarato maledetti coloro che sono oggetto di venerazione da parte di tutti (Lc 6, 26). Ma se i vostri nemici naturali la lodano, chi non la loderà? La missione della Chiesa è d'insegnare le buone maniere per vivere in società? San Giovanni Battista sarebbe morto se avesse semplicemente voluto augurare una bella festa a Erode? Forse dirà che non c'è paragone con Erode, perché Erode viveva nel peccato e che era dovere di un profeta denunciare il peccato? Ma se ogni cristiano è divenuto un profeta, il giorno del suo battesimo, e se il peccato è non credere in Gesù, Figlio di Dio, Salvatore (Gv 16, 9), ciò di cui precisamente si fa gloria l' Islam, come potrebbe un cristiano non denunciare il peccato che è l'Islam e chiamare alla conversione "in ogni occasione opportuna e non opportuna" (2 Tm 4, 2)? Dal momento che lo scopo dell'Islam è quello di sostituire il Cristianesimo che avrebbe pervertito la rivelazione del puro monoteismo con la fede nella Santa Trinità, poiché Gesù non è Dio, non sarebbe né morto né resuscitato, non ci sarebbe stata alcuna redenzione e la sua missione si sarebbe ridotta a nulla, perché non denunciare l'Islam come l'Impostore preconizzato (Mt 24, 4; 11, 24) e il predatore per eccellenza della Chiesa? Invece di cacciare il lupo, la diplomazia vaticana dà l'impressione di preferire il nutrimento delle adulazioni, non vedendo che questo aspetta solo d'essere ben nutrito per fare quanto fa ovunque è divenuto sufficientemente forte e vigoroso. C'è bisogno di ricordare i cristiani martiri che vivono in Egitto, in Pakistan e ovunque l'Islam è al potere? Come può, la Santa Sede, assumersi la responsabilità di avallare l'Islam presentandolo come un agnello, mentre è un lupo travestito da agnello? Ad Akita, la Vergine Maria ci ha avvertito: "Il diavolo s'introdurrà nella Chiesa perché è piena di gente che accetta compromessi"... Santo Padre, come può la sua lettera affermare che "in particolare tra cristiani e musulmani, siamo chiamati a rispettare la religione dell'altro, i suoi insegnamenti, i suoi simboli e valori"? Come possiamo rispettare l'Islam, che continuamente bestemmia la Santa Trinità e nostro Signore Gesù Cristo, accusando la Chiesa di aver falsificato il Vangelo e cercando di sostituirla (Ap 12, 4)? Quanto ha scritto sant'Ireneo Contro le eresie San Giovanni Damasceno Sulle eresie in cui si riscontrano "le molte assurdità risibili riportate nel Corano", San Tommaso d'Aquino, con la sua Summa contro i Gentili e tutti i santi che si sono impegnati a criticare le false religioni non erano allora dei veri cristiani, se oggi ne condannate retroattivamente le azioni come quelle di qualche raro apologeta contemporaneo? Dall'ambito di cooperazione tra ragione e fede, così incoraggiato da Benedetto XVI, si dovrebbe escludere il fatto religioso? Se si segue il suo appello espresso dalla sua lettera, Santo Padre, bisogna allora chiedere con l'Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) [6], la condanna in tutto il mondo per qualsiasi critica all'Islam, e quindi cooperare con l'OIC a diffondere l'Islam che insegna, ripeto, la corruzione del Cristianesimo che verrà sostituito dall'Islam ... Perché in collaborazione con l'OIC si dovrebbe mettere in un museo l'apologetica cristiana? Se è vero che non si può seminare tra le spine (Mt 13, 2-9), ma che le si deve prima estirpare per iniziare a seminare, è pure vero che non si può iniziare ad annunziare la Buona Novella della salvezza ad un'anima musulmana per quant'è stata vaccinata e immunizzata sin dalla prima infanzia contro la fede cristiana (Corano 5, 72; 9, 113; 98, 6...) riempiendola di pregiudizi, calunnie e ogni genere di falsità sul Cristianesimo. Bisogna, dunque, necessariamente cominciare a criticare l'Islam "i suoi insegnamenti, simboli e valori" per distruggere in sé le falsità che lo rendono nemico del Cristianesimo. San Paolo non chiede solo di usare "le armi di difesa della giustizia", ma anche "le armi offensive" (2 Cor 6, 7). Dove sono queste ultime nella vita della Chiesa di oggi? Oh, certo, associarsi alla gioia di brave persone ignoranti della volontà di Dio augurando loro un felice Ramadan non può sembrare una cosa brutta in sé, esattamente come pensava san Pietro quando legittimava le usanze ebraiche ... nella paura dei "proto-musulmani" ossia dei Nazareni ebrei! Ma san Paolo lo ha corretto davanti a tutti mostrando che aveva cose più importanti da fare che cercare di piacere a dei falsi fratelli (Gal 24, 11-14; 2 Cor 11, 26; Corano 21, 93; 60, 4, ecc). Se Paolo ha ragione come si può dire che non dobbiamo criticare "la religione degli altri, i suoi insegnamenti, i suoi simboli e valori"? Non volendo criticare l'Islam, la sua lettera giustifica anche i vescovi che vanno alla cerimonia di posa della prima pietra di una moschea. Quanto essi fanno è, pure nel loro caso, una questione di cortesia nel desiderio di piacere a tutti e favorire la pace civile. Domani, quando i loro fedeli saranno divenuti musulmani, diranno che fu il loro vescovo che, invece di conservarli nel Cristianesimo, ha loro mostrato la via verso la moschea... E potranno dire pure la stessa cosa nei riguardi della Santa Sede, poiché avranno imparato a non pensare il vero sull'Islam ma ad onorarlo come buono e rispettabile in sé... La sua lettera giustifica i suoi auguri di buon Ramadam dicendo: "È chiaro che quando mostriamo rispetto per la religione degli altri o quando gli offriamo i nostri migliori auguri in occasione di una festa religiosa, cerchiamo semplicemente di partecipare alla sua gioia senza che si tratti, pertanto, di fare riferimento al contenuto delle sue convinzioni religiose". Come rallegrarsi di una gioia che glorifica l'Islam?L'atteggiamento da lei preconizzato, Santo Padre, si accorda a quello comandato da Gesù: "Il vostro parlare sia 'sì sì', 'no no': il resto viene dal maligno" (Mt 5, 37)? E anche se si potesse credere di non peccare, augurando un felice Ramadan, a causa di una restrizione mentale che nega il legame tra Islam e Ramadan (una negazione indicante che questo comportamento pone ancora dei problemi), questo si accorda con la carità pastorale che vuole da un pastore l'attenzione di come un suo gesto sia compreso dai suoi interlocutori? In effetti cosa possono pensare i musulmani quando ci sentono augurare loro un felice Ramadan, se non che siamo idioti, incomprensibilmente ottusi, certamente maledetti da Allah, nel non divenire noi stessi musulmani dal momento che riconosciamo la loro religione non solo come un bene (poiché in grado di infondere loro la gioia da noi augurata), ma certamente superiore al Cristianesimo (poiché viene dopo di esso). Oppure possono pensare che siamo ipocriti non osando dire loro in faccia cosa pensiamo della loro religione il che equivale a riconoscere che abbiamo paura di loro come se fossero già i nostri padroni? Possono avere una diversa interpretazione se pensano da musulmani? Molti musulmani mi hanno espresso la loro gioia poiché lei onora la loro religione. Come potranno mai convertirsi se la Chiesa li incoraggia a praticare l'Islam? Come può la Santa Sede annunciare la falsità dell'Islam e il dovere di abbandonarlo per salvarsi ricevendo il santo battesimo? Tutto ciò non favorisce il relativismo religioso per il quale le differenze tra le religioni sono poco importanti mentre sarebbe importante quanto vi è di buono nell'uomo che si salverebbe indipendentemente dalle religioni? I primi cristiani si rifiutarono di partecipare alle cerimonie civili dell'Impero romano in cui avrebbero dovuto bruciare dell'incenso davanti ad una statua dell'imperatore, rito apparentemente assai lodevole in quanto promuoveva la convivenza e l'unità di popoli diversi e di molte grandi religioni dell'Impero romano. I primi cristiani, per i quali l'unicità della Signoria di Gesù era più importante di qualsiasi realtà di questo mondo, pure della stima dei loro stessi concittadini, hanno preferito firmare con il loro sangue l'originalità del loro messaggio. E se amiamo il prossimo, qualunque sia, musulmani compresi, in quanto membri come noi della specie umana, voluta e amata da tutta l'eternità da Dio redenta con il Sangue dell'Agnello senza macchia, Gesù ci ha insegnato a negare ogni legame umano che si oppone al suo amore (Mt 12, 46-50; 23, 31; Lc 9, 59-62; 14, 26; Gv 10, 34; 15,25). Con quale fraternità quindi si potrebbe chiamare "fratelli" i musulmani (veda la sua dichiarazione del 29.03.2013)? C'è una fratellanza che trascende tutte le cose umane tra cui quella della comunione con Cristo, respinta dall'Islam, e che potrebbe essere la sola importante? La volontà di Dio è che crediamo in Cristo (Gv 6, 29), che "non riconosciamo alcun altro nella carne" (2 Cor 5, 16). Forse la diplomazia vaticana pensa che, tacendo su cos'è l'Islam, salverà la vita dei poveri cristiani nei paesi musulmani? No, l'Islam continuerà a perseguitarli (cfr. Gv 16, 2) e ancora di più se non vede alcuna obiezione a ciò poiché quella è la sua ragion d'essere (Corano 9, 30). Questi cristiani, come tutti i cristiani, non si aspettano, piuttosto, che lei ricordi loro che tale è l'eredità di ogni discepolo di Cristo, quella d'essere perseguitato in suo nome (Mt 16, 24; Mc 13, 13; Gv 15, 20) e che è una grazia grandissima di cui ci si deve rallegrare? Gesù ci ha comandato di non temere i tormenti delle persecuzioni (Lc 12, 4) e, ai fratelli perseguitati per la nostra fede, di rallegrasi nell'ottava beatitudine (Mt 5, 11-12). Questa gioia non è forse la migliore testimonianza? Quale miglior servizio possiamo dare ai musulmani devoti quando non abbiamo paura di morire, dal momento che loro sono certi di andare a godere delle Uri che Allah ha promesso loro quale ricompensa per i loro crimini? Quale miglior servizio se non dare loro la vita per amore di Dio e la salvezza del prossimo? La sua lettera fa riferimento alla testimonianza di san Francesco ma non dice che San Francesco ha inviato dei fratelli per evangelizzare il Marocco, sapendo che molto probabilmente sarebbero stati martirizzati, quanto effettivamente successe. Non dice che s'impegnò lui stesso ad evangelizzare il sultano Al Malik Al Kamil [7]. La carità denuncia la menzogna e chiama alla conversione. Santissimo Padre, facciamo molta fatica a trovare nel suo messaggio ai musulmani l'eco della carità di san Paolo che comanda: "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele?" (2 Cor 6,14-15), o quelle del dolce San Giovanni di non accogliere alcuno che rigetti la Fede cattolica, di non salutarlo neppure sotto pena di partecipare alle sue "cattive azioni" (2 Gv 7, 11) ... Salutando i mussulmani in occasione del Ramadan, non si partecipa alle loro opere malvagie? Chi odia, oggi, perfino una veste contaminata dalla carne (cfr. Gd 23)? La dottrina degli Apostoli non è più attuale? Sì, il Concilio Vaticano II chiama i cristiani a dimenticare il passato, ma questo non può significare altro che dimenticare ogni risentimento alle violenze e ingiustizie subite nei secoli dai cristiani e, ciò che ci interessa, inflitte loro dai musulmani. Dimenticare il passato non significa condannarsi a rivivere gli stessi mali di allora? Senza avere una memoria ci potrà essere ancora un'identità? Senza una memoria, potremmo avere ancora un futuro? Santissimo Padre, lei ha letto la Lettera aperta di Magdi Cristiano Allam, [8] ex musulmano battezzato da Papa Benedetto XVI nel 2006, che ha annunciato di lasciare la Chiesa a causa del suo compromesso con l'islamizzazione dell'Occidente? Questa lettera è un terribile tuono nel cielo davanti alla tiepidezza e la codardìa della Chiesa e dovrebbe essere un grande monito per noi! Santissimo Padre, poiché la diplomazia non è coperta dal carisma dell'infallibilità e il suo messaggio ai musulmani in occasione della fine del Ramadan non è un atto magisteriale, io prendo la libertà di criticarlo apertamente e rispettosamente (can. 212 § 3). Sicuramente lei ha considerato che prima di parlare di "teologia" con i musulmani, era necessario disporre il loro cuore insegnando il dovere, per quanto elementare, di rispettare gli altri. Volevo dirle che ci sembra che un tale insegnamento dev'essere fatto senza alcun riferimento all'Islam, al fine di evitare qualsiasi ambiguità al riguardo. Perché non in occasione del primo dell'anno o a Natale? Non fu certamente senza ragione che Benedetto XVI sciolse il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e trasferì i suoi poteri al Pontificio Consiglio della Cultura ... Detto questo, rinnovo il mio impegno di fedeltà alla Cattedra di San Pietro, nella fede nel suo infallibile magistero, desiderando vedere fare lo stesso da parte di tutti i cattolici scossi nella loro fede per il suo messaggio ai musulmani in occasione della fine del Ramadan. Don Guy Pagès http://traditioliturgica.blogspot.it/2013/09/una-lettera-aperta.html?m=1


VIDEO - La bandiera di Al Qaeda a New York nel giorno della strage dei cristiani a Peshawar e dell'assalto islamico a Nairobi
25/09/2013 20:05:01 di www.liveleak.com / http://www.magdicristianoallam.it/video/video---la-bandiera-di-al-qaeda-a-new-york-nel-giorno-della-strage-dei-cristiani-a-peshawar-e-dell-assalto-islamico-a-nairobi.html


 Magdi Cristiano Allam al Jerusalem Post: “Sostengo Israele ma denuncio il fatto che in Siria è schierato dalla parte di Al Qaeda” 24/09/2013 14:22:35 di Lahav Harkov Magdi Cristiano Allam al Jerusalem Post: “Sostengo Israele ma denuncio il fatto che in Siria è schierato dalla parte di Al Qaeda” (www.jpost.com) - L'europarlamentare Magdi Cristiano Allam non ha paura di dire ciò che pensa, anche a costo di sfidare il pericolo. Sorseggiando il tè nel corso della festa del sukkah a Gerusalemme - dove sta partecipando alla Conferenza organizzata dall'Israel Allies Foundation - Allam ci racconta che vive sotto scorta da 11 anni, come se vivere con la consapevolezza di essere in pericolo non sia nulla di insolito. "Mi fu riferito dai servizi segreti italiani che Hamas mi aveva condannato a morte in quanto traditore della causa araba per aver denunciato gli attentati terroristici suicidi islamici", ci dice. "Difendere la sacralità della vita di ciascuna persona è un valore fondamentale della mia vita", aggiunge, spiegando perché scrisse l'articolo che aveva suscitato l'ira di Hamas. "Dopo essere stato messo sotto scorta ho imparato ad apprezzare sempre di più il diritto di ciascuno di noi alla libertà", ci dice. Allam non ha mai smesso di suscitare reazioni contrastanti, prendendo posizione contro il terrorismo islamico e a favore di Israele. Allam, 61 anni, è nato al Cairo e si è trasferito a Roma 20 anni dopo per frequentare l'università. E' stato giornalista per 35 quale esperto di Medio Oriente, di tematiche islamiche, assumendo per 5 anni la carica vicedirettore del Corriere della Sera, il più diffuso quotidiano italiano. Nel 2008 si è convertito al cristianesimo ricevendo il battesimo da Papa Benedetto XVI. "Certo, questo mi ha comportato problemi con i terroristi islamici", aggiunge sarcasticamente. Ma non ha avuto scrupoli nel denunciare le posizioni controverse della Chiesa cattolica accusandola di “relativismo e legittimazione dell'islam come religione”. "Maometto, in quanto profeta dell'islam, è differente da Gesù. Nel 627 partecipò all'eccidio di 800 ebrei. Come possiamo pensare che un uomo che ha ucciso centinaia di persone possa essere riconosciuto come profeta e la sua religione essere riconosciuta come una vera religione?", si chiede Allam. All'opposto il cristianesimo, convinse Allam, perché Gesù “è un messaggio di amore e tolleranza” e rispetto della vita umana, ciò che secondo Allam non appartengono all'islam. Sono proprio questi stessi valori, la sacralità della vita, che lo hanno convinto sia a convertirsi al cristianesimo sia a sostenere Israele pubblicando il libro "Viva Israele", che è stato tradotto in ebraico. "Dopo esser stato nemico di Israele da giovane, durante il periodo di Nasser in Egitto, ho cambiato idea e ho capito che difendere il diritto di esistere a Israele significa difendere la sacralità della vita. Israele è il simbolo di questo valore", ha detto. Allam ha sottolineato nel suo libro che Israele è sincero nel suo desiderio della pace. "Sono stati sempre i Palestinesi a rifiutare la pace, nel 2000 con Arafat a Camp David, e adesso non c'è possibilità di pace con Hamas", ha detto Allam. "Io sono al fianco di Israele. Sostengo il diritto d'Israele all'esistenza e la speranza di una vera pace garantendo la sicurezza di Israele e al tempo stesso permettendo ai palestinesi di vivere in dignità e in libertà sotto una democrazia". I palestinesi radicali non accettano il diritto di Israele ad esistere, ha aggiunto Allam. "L'unica cosa che accettano è una tregua, in arabo la hudna, ma non una vera pace", ha detto. La Seconda Intifada (rivolta palestinese) è stata un punto di svolta per Allam, dopo aver realizzato che "quando i terroristi islamici colpiscono nei Paesi musulmani e le vittime sono arabe, il governo di quel Paese li condanna, ma quando gli stessi terroristi colpiscono israeliani o americani, i leader arabi elogiano i terroristi definendoli dei martiri”. Nel 2009, Allam è stato eletto al Parlamento Europeo, dove ha continuato ad essere uno strenuo sostenitore di Israele. Allam sta promuovendo una risoluzione che consideri la negazione del diritto di Israele ad esistere come un crimine contro l'umanità. "Israele è un membro a tutti gli effetti delle Nazioni Unite ed è uno Stato sovrano", ha sottolineato. "Coloro che non riconoscono il diritto alla sua esistenza commettono un crimine perché invocano la sua distruzione". L'europarlamentare italiano spera di promuovere una risoluzione che riconosca Gerusalemme capitale unificata dello Stato d'Israele. Nonostante il sostegno di Allam nei confronti di Israele, egli la critica quando è necessario. Condanna il sostegno di Israele al rovesciamento del presidente siriano Bashar Assad, in quanto crede che ciò serva solo a rafforzare Al Qaeda e gli altri estremisti musulmani. “In qualità di amico sincero di Israele, è mio dovere criticarla”, ha detto al Jerusalem Post. I terroristi islamici sono il nemico principale di Israele, Europa e Medio Oriente, ha detto, e schierarsi dalla parte dei ribelli in Siria può essere molto pericoloso. "Non possiamo stare dalla stessa parte dei terroristi islamici”, afferma, “chiedo a Israele di rivedere le proprie posizioni". Questa è una straordinaria opportunità per cominciare una nuova era al fianco delle forze arabe moderate e laiche, aiutandole in questo momento molto difficile. Se Israele si schiera con i terroristi le forze moderate arabe saranno ostili". Meno di un giorno dopo quest'intervista, Allam ha seguito una conferenza stampa del ministro della Difesa Moshe Ya'alon, scrivendo che “Israele sta commettendo una follia suicida pur di scardinare e sconfiggere l'asse Iran-Siria-Hezbollah”, sul sito "Io Amo l' Italia", movimento da lui fondato che propone principalmente l'uscita dell'Italia dall'Eurozona e la limitazione della globalizzazione. Potete leggere l'intervista in inglese sul sito del Jerusalem Post http://www.jpost.com/Diplomacy-and-Politics/Italian-lawmaker-Allam-loves-Israel-despite-death-threats-326884

 Quirico: la guerra che stiamo sottovalutando 23/09/2013 17:50:47 di Domenico Quirico Quirico: la guerra che stiamo sottovalutando (La Stampa) - Eccola la prossima guerra che ci attende, si avvicina, già incombe, da una parte l’Occidente, noi, dall’altra l’Islam radicale determinato a vendicare i secoli dell’umiliazione, a ricostruire con i soldi dell’Arabia Saudita e del Qatar, grande invincibile, la terra del vero dio. Oggi ad essere colpita è Nairobi, e a colpire sono gli shebab. Domani sarà la Tunisia, la Siria, l’Egitto. E poi toccherà, almeno nei loro sogni, a Al Andalus, la Spagna che, come mi hanno raccontato gli uomini di Al Qaeda di cui sono stato prigioniero, è «terra nostra e la riprenderemo». All’Occidente, spaurito e volutamente distratto e saldamente deciso a seguire un mito di un Islam moderato, educato che esiste solo nei libri (e nelle bugie), disperatamente aggrappato al calendariuccio delle nostre nobili comodità, sfugge la semplicità brutale del problema. L’Islam fanatico che era un semplice guaio di polizia che ci costava soldi e rendeva complicata la vita, ma non era letale, sta per diventare un problema militare. Quando si è deboli e brutali, come lo è oggi l’Occidente, si è molto più odiati di quando si è forti e brutali ed è ciò che sta accadendo ora. I folli di dio somali che separano i musulmani dagli «altri» e cominciano a giustiziare i secondi, sono il segno manifesto di questa dichiarazione di guerra, a Nairobi ci sono i primi morti della guerra che verrà. Gli shebab sono la metastasi della tragedia somala, il paradigma di un Paese dove il radicalismo religioso era in passato sconosciuto. Soltanto attraverso la brutalità di una guerra civile, approfittando dell’indifferenza dell’Occidente che non ha saputo intervenire, sono diventati padroni del Paese. Bisognava emarginarli, ma non distruggerli. Ci sono voluti molti anni, ora sono ricomparsi. Controllano ancora buona parte del territorio, possono colpire e vendicarsi nel vicino Kenya colpevole di aver occupato, con la scusa di riportare l’ordine, una parte del territorio somalo (tra l’altro ricco di petrolio). Una storia somala sta per ripetersi in Siria: una rivoluzione troppo debole, gli islamisti che si preparano dopo la cacciata di Assad a imporre la loro legge, Il Califfato, una società olistica ripiegata su se stessa e sul passato, sembrava un sogno retorico, ma si materializza ogni giorno di più nei fatti. Il partito di dio e i suoi eserciti dimostrano di essere in grado di aprire nuovi fronti. In una guerra santa la morte diventa un combustibile, un mezzo per un fine in sé. http://www.lastampa.it/2013/09/22/cultura/opinioni/editoriali/quirico-la-guerra-che-stiamo-sottovalutando-BfnqpsYbaJorcuxRaDKjdK/pagina.html


 Magdi Cristiano Allam: "Inaccettabile quella gabbia di stoffa" 23/09/2013 15:02:48 di Giovanni Galli Magdi Cristiano Allam: Iniziativa anti-burka il giorno dopo - L'intervista a Magdi Cristiano Allam (cdt.ch) - MILANO - Magdi Cri­stiano Allam, giornalista, scrittore e poli­tico di origine egiziane natu­ralizzato italia­no (siede al Parlamento europeo), noto per le sue posi­zioni critiche sull'islam radicale, ha seguito il voto in Ticino. Come valuta la decisione ticinese contro il velo integrale? «Sono assolutamente soddisfatto, perché ritengo che in Svizzera e in Europa dobbiamo salvaguardare dei valori inalienabili, tra cui la pari di­gnità tra uomo e donna e la libertà di scelta. Quella gabbia di stoffa che avvolge il corpo della donna perché lo si considera di per sé peccamino­so - e pertanto va occultato alla vista degli uomini, perchè oggetto di ecci­tazione sessuale - non è in alcun modo accettabile. Non possiamo ac­consentire a che vengano accordate deroghe per qualsivoglia motivazio­ne, nel momento in cui ciò si traduce nella violazione di uno dei diritti fondamentali della nostra civiltà». In prospettiva ritiene che possano sorgere dei problemi sul piano del­la convivenza sociale fra culture di­verse? «Il multiculturalismo è l'ideologia che concepisce la gestione della multiculturalità limitandosi ad elar­gire a piene mani diritti e libertà senza chiedere in cambio l'ottempe­ranza dei doveri e il rispetto delle regole. Il risultato è che si creano dei ghetti e si pongono le premesse per l'implosione della società. Nel mo­mento in cui una comunità si conce­pisce non solo come distinta ma ad­dirittura in conflitto con la società di accoglienza, il risultato non potrà che essere lo scontro. Ecco perché sono contrario al fatto che si legitti­mi l'occultamento del corpo della donna. Bisogna salvaguardare lo stato di diritto, con regole uguali per tutti». La Lega dei musulmani considera il voto sui minareti e l'iniziativa sul burqa parte di una strategia di at­tacco alla fede islamica. «Dobbiamo distinguere le persone e le religioni. Alle prime dobbiamo at­tribuire pari dignità. Per le seconde il discorso è diverso. Non ho nulla con­tro la libertà religiosa dei musulma­ni, a condizione che corrisponda in toto al rispetto dei diritti della perso­na e dei valori fondanti della nostra società laica e liberale. Se i musul­mani si impegnano in tutto questo, bene. Ma non posso non prendere atto che ovunque nel mondo le mo­schee sono oggetto di forte preoccu­pazione. Non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono di­ventati tali all'interno delle moschee. Io sono per una drastica limitazione della presenza delle moschee e per un severo controllo di ciò che avvie­ne al loro interno. Non possiamo fare finta di niente all'insegna del relati­vismo religioso e dell'islamicamente corretto, lasciando ai musulmani moschee coi minareti, imporre il burqa alle donne e magari un doma­ni anche introdurre i tribunali isla­mici basati sulla sharia».

 Il teologo islamico Muhammad Ali Shanqiti: i musulmani godranno dei favori sessuali di 19.604 donne in Paradiso! 20/09/2013 19:47:45 di www.memritv.org / Il teologo islamico Muhammad Ali Shanqiti: i musulmani godranno dei favori sessuali di 19.604 donne in Paradiso! Questo è il testo di un sermone pronunciato dal teologo mauritano Muhammad Ali Shanqiti nella moschea di Al-Ahmady a Gedda in Arabia Saudita, dove egli risiede. E' stato postato su Internet il 23 marzo 2013. L'imam Shanqiti è nato a Nouakchott nel 1970, si è laureato all'Università di Medina e, stando quanto racconta nel suo sito alshanqeety.com, ha ottenuto un master anche alla Columbus University negli Stati Uniti. Muhammad Ali Shanqiti: “Ogni uomo musulmano avrà almeno tre vergini dagli occhi neri in Paradiso. Ogni vergine sarà accompagnata da 70 ancelle. Potrete fare sesso sia con le vergini che con le ancelle. Per ogni donna di questo mondo che entra in Paradiso, avrete 70 vergini dagli occhi neri. Ci sono quattro tipi di donne in Paradiso. Il primo, sono le donne di questo mondo che entrano in Paradiso. Ognuna di esse arriverà con 70 vergini dagli occhi neri. Il secondo tipo sono le vergini dagli occhi neri. Ognuna di esse sarà accompagnata da 70 ancelle. Queste ultime sono il terzo tipo. Scusate, sono solo tre i tipi di donne in Paradiso. Se ti sposi in questo mondo, porterai con te in Paradiso la tua moglie di questo mondo insieme alle 70 vergini dagli occhi neri con cui ti sarà concesso avere rapporti sessuali, e ognuna di queste verrà con 70 ancelle. Quindi, quante donne avrete? E questo è il minimo! Adesso, facciamo che siete sposati con quattro mogli, ognuna di queste viene con 70 vergini e ognuna di queste viene con 70 ancelle... Quante donne avrete? Allah vi assista! La vostra riunificazione con vostra moglie durerà 70 anni terrestri. Finiti questi 70 anni, un'altra vergine dagli occhi neri vi chiamerà da lassù: “Oh servo di Allah, non abbiamo diritto anche noi alla nostra parte?" Voi vi girerete a guardarla e vedrete che lei è più bella della donna con cui state. Le chiederete: “Chi sei?” e lei dirà: “Sono la tua vergine in Paradiso. Allah ti ha detto che tra le tue donne adesso ce ne sarà una in più. Io sono quella in più.” E voi lascerete quella e andrete con la prossima. Allah vi assista! Passate 70 anni con lei e poi verrà la terza dicendovi le stesse cose e sarà ancora più bella della donna precedente! Potete vedere il sermone sottotitolato in inglese: http://www.memritv.org/clip/en/3985.htm Il MEMRI (Middle East Media Research Institute) è una organizzazione indipendente no-profit che traduce e analizza i media del Medio Oriente. Copie o articoli e documenti citati sono disponibili su richiesta.

 Siria. Ribelli attaccano cattedrale del IV secolo e distruggono le reliquie di san Simeone lo Stilita 09/11/2013 12:21:00 di Siria. Ribelli attaccano cattedrale del IV secolo e distruggono le reliquie di san Simeone lo Stilita (Tempi.it‏) - I terroristi dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante che occupano una parte della città di Aleppo hanno preso di mira per la prima volta la storica cattedrale di San Simeone lo Stilita, distruggendo le reliquie del santo e rubando tutto ciò che di prezioso si trova al suo interno con ogni mezzo. CATTEDRALE ANTICA. La notizia, diffusa da Le veilleur de Ninive, è drammatica dal momento che la cattedrale è tra le più antiche esistenti al mondo. Costruita nel IV secolo, si trova nella zona nord di Aleppo ed è stata intitolata al santo siriano che, vissuto a cavallo tra IV e V secolo, rimase per 37 anni seduto in cima ad una colonna come eremita. Diventato famoso per i suoi miracoli, fu venerato già in vita come un santo dal popolo e da tutta la Chiesa ed era temuto dagli imperatori. La cattedrale ospita anche il basamento della colonna di 15 metri dove il santo rimase per la maggior parte della sua vita. SIRIA-SAN-SIMEONE-STILITAIL DRAMMA DI ALEPPO. Aleppo vive in una situazione drammatica, come ha testimoniato a tempi.it un suo cittadino cristiano, Claude Z.: «La situazione è critica: non abbiamo la corrente elettrica da dieci giorni, manca il cibo, ribelli ed esercito continuano a darsi battaglia e i terroristi islamici hanno imposto la sharia nella parte della città che controllano». «MASSACRO DI CRISTIANI». Intanto sono stati diffusi da Aiuto alla Chiesa che soffre i dettagli dell’uccisione di molti cristiani nel villaggio siriano di Sadad, conquistato dai terroristi islamici e liberato da due settimane dall’esercito. Secondo quanto affermato dall’arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh, metropolita siro-ortodosso di Homs e Hama, «c’è stato il più grande massacro di cristiani dall’inizio della guerra e 45 cristiani innocenti sono stati martirizzati mentre 1.500 famiglie sono state trattenute come ostaggi e scudi umani». GETTATI VIVI IN UN POZZO. Come riporta Acs, 30 corpi sono stati ritrovati in due diverse fosse comuni. Molti presentano segni di tortura e strangolamento, tra cui vecchi, handicappati e bambini. Inoltre, sei membri di una stessa famiglia, tra cui una donna di 90 anni, sono stati gettati vivi dai ribelli dentro un pozzo e lì sono morti. Il patriarca greco-cattolico di Damasco Gregorio III Laham ha commentato: «Come si possono commettere atti così inumani e bestiali a dei vecchi e alla loro famiglia? Io non capisco perché il mondo non alza la voce contro questi atti di brutalità. Estremismo e fondamentalismo aumentano in Siria, quanto avvenuto a Sadad è l’emblema di quello che tutti i cristiani in Siria stanno affrontando».